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Ventimiglia, la Regione approva proposta per salvaguardia dell’ambiente marino di Capo Mortola foto

Il nuovo piano prevede nuove regole che riguardano la piccola pesca professionale e non professionale

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Ventimiglia. “Tutela dell’ambiente, ma con buonsenso. Oggi la IV Commissione consiliare Ambiente e Territorio ha approvato all’unanimità la proposta di deliberazione che riguarda la valorizzazione ambientale, scientifica, didattica e culturale del tratto di mare antistante i Giardini botanici Hanbury appartenente all’area protetta regionale di Capo Mortola a Ventimiglia per cui avevo già presentato un’interrogazione regionale sottolineando l’importanza di salvaguardare questo vero e proprio paradiso naturale”.

A spiegarlo è il presidente del consiglio regionale Alessandro Piana: “Il nuovo Piano ha quindi previsto alcune nuove regole che riguardano anche la piccola pesca professionale e la pesca non professionale (sportiva o ricreativa).

Nel primo caso, previa autorizzazione dell’Ente gestore, l’attività viene riservata a pescatori residenti a Ventimiglia o appartenenti a cooperative con sede nel Comune di confine, ma potrà essere esercitata anche da pescatori o imprese di pesca le cui imbarcazioni siano iscritte nei registri RNMG tenuti presso gli Uffici Marittimi compresi tra Bordighera e Sanremo.

Nel secondo caso, l’attività sarà consentita sempre previa autorizzazione e secondo specifiche regolamentazioni impartite dall’Ente gestore: i pescatori non professionisti e non residenti nel Comune di Ventimiglia potranno utilizzare determinate attrezzature (traina bolentino, lenze e canne) con un massimo di due attrezzi a persona e non più di tre per barca; i pescatori non professionisti residenti nel Comune di Ventimiglia potranno utilizzare anche i palamiti (purché identificati con il nome del natante e dell’associazione di pesca ricreativa di appartenenza e con numero di ami non superiore a 100 per barca)”.

Inoltre, sarà vietato l’accesso a moto d’acqua, mezzi similari e unità navali con lunghezza fuori tutto superiore a 24 metri a una distanza inferiore a 500 metri dalla costa. Mentre sarà vietato l’ancoraggio alle unità navali aventi lunghezza fuori tutto superiore a 5 metri su fondale caratterizzato dalla presenza di prateria di Posidonia oceanica (natanti e imbarcazioni potranno ancorarsi in zone prive di Posidonia oppure ormeggiarsi alle boe predisposte dall’Ente gestore).

Fermo restando che la pesca subacquea è vietata, le strutture di ormeggio per le unità necessarie allo svolgimento di immersioni subacquee autorizzate saranno distinte da quelle utilizzate dalle unità da diporto mediante diversa colorazione e il loro uso sarà consentito anche per l’ormeggio non finalizzato alle attività subacquee per il tempo in cui non sono richieste da unità di subacquei”.

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