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Vallecrosia, sindaco Biasi alla Regione: “Trovate risorse per il torrente Verbone”

Richiesta inviata al Provveditorato alle Opere Pubbliche

Vallecrosia. “Il Ministero chiede a noi sindaci di evidenziare possibili rischi sul territorio. Io chiedo invece la sistemazione idraulica del torrente Verbone”. A dirlo è il sindaco Armando Biasi, che nel rispondere alla richiesta del Ministero (inviata a tutti i Comuni dopo il crollo del Ponte Morandi), elencando le possibili situazioni di criticità nelle strutture presenti in città, ha però ricordato, con una missiva inviata al Provveditorato alle Opere Pubbliche di Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria, che l’intervento più urgente riguarda la sistemazione idraulica del tratto terminale del torrente Verbone ai fini della mitigazione del rischio alluvionale dell’abitato di Vallecrosia.

Nella segnalazione, il sindaco ha espresso  “lo stato di apprensione in cui vive il sottoscritto, tutta l’amministrazione comunale e tutta la cittadinanza di Vallecrosia ogni qual volta si prevedono piogge intense e persistenti sul territorio, ormai reduci di due alluvioni, del 2000 e 2006, che ancorché non abbiano comportato una portata di piena del torrente Verbone di tipo cinquantennale, hanno comunque causato ingenti danni al patrimonio pubblico e privato, e purtroppo una vittima”.

“Vallecrosia è dotata di un progetto preliminare degli “Interventi di sistemazione idraulica del tratto terminale del torrente Verbone ai fini della mitigazione del rischio alluvionale dell’abitato di Vallecrosia” approvato in linea tecnica il 9 dicembre 2010 che prevede il riadeguamento dell’alveo del torrente Verbone con la delocalizzazione dell’attuale palazzo delle Poste ed il contestuale allargamento del tratto coperto in unica soluzione sino in prossimità della foce del torrente Verbone”, spiega Biasi. Un progetto, per il quale la Regione ha già espresso compatibilità rispetto al piano di Bacino, dal costo complessivo di 27.803.000,00 euro.

“Alla luce delle criticità presenti lungo la parte terminale del corso d’acqua”, si legge nel documento, “Chiedo vivamente che vengano individuate, proprio in questo frangente, le risorse necessarie al fine di ridurre il rischio per la pubblica e privata incolumità a cui è continuamente il cuore della nostra città, vissuto da circa 4500 abitanti e dove trovano collocazione le principali attività economiche e produttive, attraversato da un corso d’acqua che presenta le medesime caratteristiche e pericolosità dei corsi d’acqua genovesi (Bisagno e Fereggiano)”.

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