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Unioni civili, la Liguria al nono posto della classifica nazionale

Dall'introduzione della legge Cirinnà, sono convolate a nozze 253 coppie costituite da persone dello stesso sesso, soprattutto uomini

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Regione. Duecentocinquantatre. È il numero delle unioni civili celebrate in Liguria a partire dall’introduzione della legge Cirinnà.

In particolare, centodiciannove sono le coppie omosessuali che hanno pronunciato il fatidico “Sì” presso il Comune di appartenenza nel secondo semestre del 2016, quindi non appena il decreto è stato adottato (giugno 2016). Centotrentaquattro, invece, il numero di quelle che sono convolate a nozze nel corso dell’anno successivo, quindi fra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2017.

Nel corso del primo anno e mezzo di applicazione della legge, quindi, l’8,2% (5,1 nel secondo semestre 2016; 3,1% nel 2017) dei riti nuziali celebrati sul territorio regionale hanno interessato persone dello stesso sesso, soprattutto uomini (83 nel secondo semestre 2016 – 4,8%; 95 nel 2017 – 3,2%). Con un trend in aumento rispetto ai matrimoni fra eterosessuali, la Liguria si colloca nel solo ultimo anno al nono posto della classifica nazionale per frequenza di unioni civili.

A tracciare questo quadro è l’Istat nell’ultimo report “Popolazione residente per stato civile”, da cui, a livello nazionale, emerge che «considerando sia le unioni civili costituite in Italia sia le trascrizioni di unioni costituite all’estero, al 1° gennaio 2018 le persone residenti unite civilmente sono circa 13,3 mila (0,02% della popolazione), di sesso maschile nel 68,3% dei casi. Gli uniti civilmente hanno un’età media di 49,5 anni se maschi e di 45,9 anni se femmine e risiedono prevalentemente nel Nord (56,8%) e al Centro (31,5%). In Italia, a partire da luglio 2016 e fino al 31 dicembre 2017, sono state costituite nel complesso 6.712 unioni civili (2.336 nel 2° semestre 2016 e 4.376 nel corso del 2017) che hanno riguardato prevalentemente coppie di uomini (4.682 unioni, il 69,8% del totale). Le unioni civili sono più frequenti nelle grandi città: il 35,4% è stato costituito nelle 14 città metropolitane, e quasi una su quattro a Milano, Roma o Torino».

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