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Sanremo, l’orchestra sinfonica in concerto con la Nona Sinfonia di Beethoven

Scelta da Stanley Kubrick nel memorabile film “Arancia Meccanica”

Sanremo. Mercoledì 3 ottobre, alle 21, l’orchestra sinfonica di Sanremo si esibirà al teatro dell’opera del casinò con la Nona Sinfonia di Ludwig van Beethoven, in Re minore Op. 125 per Soli, Coro e Orchestra.
Il concerto sarà ripetuto alle 20 del giorno successivo all’eglise Saint-Pierre d’Arène Nizza.

Direttore: Giancarlo De Lorenzo
Soprano: Erika Peder
Mezzosoprano: Cristina Sogmaister
Tenore: Gianluca Pasolini
Baritono: Dante Roberto Muro

Nel 1824 il compositore tedesco L. van Beethoven compone la Nona Sinfonia, con quattro voci soliste e coro e con finale sull’Ode An die Freude, Alla gioia di F. Shiller.
La Nona fa parte di quel gruppo di composizioni beethoveniane in cui il musicista, giunto alle supreme vette tecniche ed espressive tramandate fino ad allora, cerca un mondo nuovo spezzando le barriere della tradizione alla conquista di nuove possibilità di espressione e crea un capolavoro del tardo stile, estasi dinanzi al mistero dell’assoluto.
Beethoven costruisce una grandiosa doppia fuga, culmine di questa titanica sinfonia che si conclude con una novità formale, finale con voci sole e coro, un inno di gioia e di fiducia nell’uomo.
Tutto questo…nella sordità causata dalla completa atrofia del nervo acustico. Sventura, tormenti, crisi terribili di sconforto non impediscono all’artista di far emergere il suo naturale ottimismo sublimato in amore ideale per l’intera umanità. Per questa ragione l’Inno alla Gioia della Nona Sinfonia è l’attuale inno europeo che è stato adottato dal Consiglio d’Europa nel 1972 e utilizzato dall’Unione Europea dal 1986.

Il testo dell’Inno alla Gioia scritto da Schiller riporta proprio il nuovo umanesimo che era presente nelle intenzioni di Beethoven: “Gioia, bella scintilla divina, 
figlia degli Elisei,
 noi entriamo ebbri e frementi,
celeste, nel tuo tempio.
 La tua magia ricongiunge
ciò che la moda ha rigidamente diviso,
tutti gli uomini diventano fratelli,
 dove la tua ala soave freme”.

Nel 1972 Stanley Kubrick regista del memorabile film “Arancia Meccanica” sceglie la Nona come parte della colonna sonora, infatti il protagonista del film, Alex, un teppista violento e privo di scrupoli, era anche un raffinato cultore della musica di Ludwig Van Beethoven. Una particolarità dell’epoca fu che la musicista americana Wendy Carlos realizzò alcune parti della Nona Sinfonia per la colonna sonora con l’uso dei primi sintetizzatori elettronici costruiti da Robert Moog.

L’opera, la cui prima esecuzione avvenne al Theater an der Wien di Vienna il 7 maggio del 1824 è composta da quattro movimenti:
Allegro ma non troppo, un poco maestoso
Molto vivace
Adagio molto cantabile (si bemolle maggiore)
Presto (fa maggiore) – Allegro assai (re maggiore) – Recitativo per baritono: O Freunde, nicht diese Töne (fa maggiore) – Coro Freunde, schöner Götterfunken (Allegro assai – re maggiore).

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