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Imperia, iniziata perizia psichiatrica sul presunto killer Verrigni, se incapace di intendere e volere niente ergastolo foto

Si tratta del sospettato numero uno per l’omicidio di Ferdinando Foschini, barista 63enne

Imperia. E’ iniziata ieri, in carcere, la perizia psichiatrica sul 42enne sanremese Alessandro Verrigni. Si tratta del sospettato numero uno per l’omicidio di Ferdinando Foschini, barista 63enne, anche lui della frazione matuziana di Coldirodi, avvenuto il 21 giugno scorso.

A chiedere la perizia, che dovrà stabilire se il presunto killer era capace o meno di intendere e di volere al momento dell’efferato delitto (quattro colpi sferrati con un coltellaccio da cucina), è stato il Pm titolare del fascicolo: il sostituto procuratore della Repubblica Barbara Bresci. Se l’imputato verrà dichiarato tale, per lui si prospetterebbe una drastica diminuzione della pena: ora fissata con il massimale dell’ergastolo per omicidio volontario premeditato.

Le operazioni peritali sono condotte da tre dottori: Giovanni Sciolè nominato dalla parte offesa, Fernando Rocco dal Tribunale e Gianluigi Rocca dal legale di Verrigni: l’avvocato Luca Ritzu.

LA VICENDA

È stato raggiunto da quattro coltellate, Ferdinando Foschini, il barista di 63 anni, ucciso verso le 18.30 di venerdì 21 giugno scorso in via Padre Semeria. Una all’addome, due al petto e è una per difesa alla mano destra.

Ad aggredirlo mortalmente sarebbe stato Alessandro Verrigni, artigiano edile di 42 anni: tra i due, in passato, c’erano state delle liti legate a presunti debiti della vittima nei confronti di Verrigni. Ad inchiodare l’artigiano 42enne sono state le testimonianze di diverse persone. Grazie ai testimoni oculari la polizia ha ricostruito l’omicidio. L’arma usata non è stata ancora ritrovata. Secondo testimoni sarebbe stato un coltellaccio da cucina con la lama di circa trenta centimetri, che il killer teneva nel bauletto del suo scooter Kimco.

Verrigni, in sella al mezzo, ha speronato Foschini, anche lui in moto: lo ha fatto cadere a terra, poi ha estratto il coltello e lo ha colpito più volte, uccidendolo. Per questo ora dovrà rispondere di omicidio premeditato, oltre porto abusivo di arma atta ad offendere: rischia l’ergastolo. A occuparsi del caso sono il sostituto procuratore Grazia Pradella e il procuratore aggiunto Barbara Bresci, titolare delle indagini.

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