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Droga e cellulari in carcere a Sanremo, Fabio Pagani (UIL PA) lancia l’allarme: “Impossibile controllare traffici”

"La carenza degli organici impedisce di articolare servizi di prevenzione e controllo sistematici ed efficaci"

Sanremo. “Intendo personalmente complimentarmi con la Polizia Penitenziaria di Sanremo e le unità cinofile di Asti, che stamani durante una perquisizione straordinaria delle sezioni 2 e 3 del carcere, con inizio alle 5.30 hanno portato a termine, positivamente, una operazione di polizia giudiziaria, rinvenendo all’interno delle camere detentive di 40 grammi di hashish e 4 telefoni cellulari”. Lo dichiara Fabio Pagani, segretario regionale della UIL PA Penitenziari.

“La UIL PA Penitenziari“, continua, “Ha da tempo lanciato l’allarme sull’impossibilità da parte del personale di Polizia Penitenziaria di controllare e frenare i traffici di sostanze stupefacenti e introduzione dei cellulari. Quando ci riferiamo alle criticità che derivano dal continuo depauperamento degli organici della Polizia Penitenziaria, non ci riferiamo solo all’impossibilità per gli agenti penitenziari di garantire una adeguata sorveglianza ai detenuti ma anche all’impossibilità di contrastare con efficacia sistematica il traffico di stupefacenti, di psico-farmaci o di altri oggetti non consentiti come i telefonini o altro. E’ evidente come l’introduzione di oggetti e/o sostanze proibite all’interno dei penitenziari che alimenta loschi affari”.

Il segretario regionale della UIL PA Penitenziaria sottolinea come la politica economica del Governo Conte debba incidere sostanzialmente anche nell’azione di prevenzione all’introduzione di sostanze stupefacenti nelle carceri: “La Polizia Penitenziaria dispone di diversi distaccamenti, sul territorio nazionale, di unità cinofile antidroga che, però, non possono essere quotidianamente impiegate sia per il numero esiguo di cani che per mancanza di fondi per pagare le indennità al personale. Inoltre”, chiosa Fabio Pagani, “La carenza degli organici impedisce di articolare servizi di prevenzione e controllo sistematici ed efficaci. Ne deriva che l’introduzione di oggetti e sostanze vietate è contra- stata solo attraverso iniziative sporadiche e non strutturate o rimesse esclusivamente alla competenza ed alla professionalità del personale che, evidente- mente, in queste condizioni non può fare più di tanto”.

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