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Bordighera, le minoranze dicono “no” alla diretta streaming: salta incontro con il sindaco. Ingenito: “Non cedo al ricatto” foto

"Un ultimo tentativo, prima di un possibile ricorso al Tar": sotto accusa variazione di Bilancio

Bordighera. L’incontro tra minoranze e sindaco doveva restare a porte chiuse: per questo i tre gruppi di minoranza, che volevano parlare al sindaco di un loro possibile ricorso al Tar per impugnare quattro deliberazioni di consiglio comunale, hanno deciso di saltare l’appuntamento con il primo cittadino Vittorio Ingenito che voleva, invece, rendere tutto pubblico, trasmettendo in una diretta streaming sulla propria pagina Facebook, l’intero incontro con i consiglieri.

incontro comune

“La nostra richiesta di incontro è stata una proposta di cortesia al sindaco”, ha esordito Mara Lorenzi, del gruppo Civicamente Bordighera, “Come credo tutti ricordino, noi consiglieri di minoranza siamo stati defraudati della possibilità di discutere di decisioni molto importanti, come le linee programmatiche di mandato, ma soprattutto di una grossa variazione di Bilancio. A più riprese abbiamo fatto rimostranze scritte e inviato documenti che non sono stati ascoltati. Dal momento che è un aspetto molto importante della vita istituzionale che le minoranze sappiano di avere una voce in Consiglio e sappiano di essere consultate su cose importanti, abbiamo perseguito la possibilità di ricorrere ad un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) di Genova”.

L’intervento di Mara Lorenzi

“Ci siamo quindi informati da avvocati amministrativisti di Genova su quanto fosse realistica la nostra posizione e dal momento che ci è stato risposto che ci sono gli elementi per impugnare le quattro delibere di consiglio comunale votate dalla maggioranza sulla base di eventi che non avevano propriamente coinvolto le minoranze, siamo nella situazione in cui, non ci sentiamo incoraggiati, ma potenzialmente tentati di perseguire questa strada per far sì che le cose diventino chiare”, ha aggiunto la Lorenzi.

“Si sono sottratti al pubblico, perché noi avevamo l’intenzione di rendere pubbliche le proposte che volevano fare alla maggioranza. Proposte che ritengo dei ricatti, perché non si può entrare e annunciare di voler intraprendere ricorso al TAR e poi non rendere pubbliche queste motivazioni”, ha ribattuto Vittorio Ingenito, “Le proposte si ascoltano, si fanno e il sindaco è ben disponibile ad ascoltarle, però che sia presente tutta la cittadinanza; perché la cittadinanza ha il dovere di informazione. I cittadini non possono essere informati solo attraverso una informazione, che può essere a volte di parte. Noi vogliamo essere l’amministrazione che informa tutti. La diretta streaming poteva essere uno strumento. Si sono sottratti, daranno le loro motivazioni”.

Intervento di Giuseppe Trucchi

Ancora Ingenito. “Noi abbiamo fatto questa scelta, ampiamente illustrata nel nostro programma elettorale e vogliamo tenere fede al nostro mandato. E quindi, nel momento in cui siamo stati eletti, abbiamo stornato questi fondi tramite una variazione di bilancio che andrà a coprire una serie di interventi su manufatti, scuole e palestre e una eventuale sospensiva al Tar pregiudicherebbe tutto questo, perché è evidente che se dovesse essere accolta non si potrebbero più fare questi interventi ma neanche la scuola di via Napoli; non potrebbe più essere ripristinato il muro. Io sono il sindaco di tutti, ascolto le minoranze, ma se hanno delle proposte le facciano anche davanti ai cittadini, penso che sia il metodo più democratico. Se si rifiutano e preferiscono farlo in via riservata al primo cittadino, il sindaco reputa che questi siano ricatti e io non voglio sottostare ad alcun ricatto”.

“Quella di oggi era una riunione informale, che avevamo concordato come minoranza, su proposta della consigliera Mara Lorenzi, per cercare di vedere se si poteva trovare col sindaco una qualche forma di consenso per sanare un vulnus importante: avere fatto variazioni di bilancio senza essere passati dalla commissione consigliare competente”, ha spiegato Giuseppe Trucchi del gruppo “Semplicemente Bordighera”, “Era un ultimo tentativo, prima di un possibile ricorso al Tar che uno studio di avvocati importante di Genova, ha dato come possibile e che potrebbe portare a una sospensiva della possibilità del sindaco di spendere tutti i soldi che sono stati oggetti di variazione di bilancio e quindi bloccare la città di Bordighera. A titolo personale, ma anche i miei colleghi della minoranza, pensiamo che il bene della città sia superiore a qualsiasi altra cosa, per cui volevamo vedere col sindaco se si poteva sanare questa situazione, ma pensavamo a un colloquio informale. Il sindaco non ha minimamente accennato a organi di stampa. Sono rimasto francamente male e sono addolorato per questo atteggiamento del sindaco. Vedo che ogni cosa che propongo non viene capita. Oggi scopro che è stata fatto un esposto alla corte dei conti senza che ci sia atto di questo esposto e il segretario comunale non lo sa. Saranno limiti culturali miei, ma la sensazione è che con una maggioranza che ha un potere enorme, con l’attuale sistema di elezione del sindaco, il rispetto della minoranza dovrebbe essere eccezionale, invece viene trascurato”.

Ribadisce la Lorenzi: “Ieri abbiamo chiesto questo incontro perché volevamo far sapere al sindaco che stiamo considerando la strada del ricorso al Tar, ma che se il sindaco avesse voluto considerare di fare un passo indietro, sarebbe stata una soluzione molto facile per tutti. Perché è vero che se perseguiamo il ricorso al TAR ci potrebbe essere una sospensiva di tutte le azioni amministrative legate ai finanziamenti che sono stati modificati senza la valutazione e senza l’input dei consiglieri di minoranza. 
Oggi avrei mostrato la lettera ricevuta dagli avvocati e le note prese dalle telefonate intercorse con loro, per metterlo (il sindaco, ndr) di fronte al fatto che ci teniamo che ci sia una storia di rispetto delle minoranze e che questa era un’opportunità di correggere i problemi”.

Manca l’intervento del gruppo “Progetto Bordighera”: sia il consigliere Giacomo Pallanca che la collega Margherita Mariella che pur interpellati non hanno rilasciato dichiarazioni al nostro giornale.

La discussione nei corridoi di Palazzo Garnier

 

 

 

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