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Treni, De Ferrari (M5s): “Arrivano i nuovi treni Jazz, ma per 100mila pendolari la musica è sempre la stessa”

"Un andamento lento su tutta la linea, mettere al centro sicurezza, comfort ed efficienza, si riveda il contratto di servizio"

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Liguria. Il portavoce del Movimento 5 stelle Liguria, Marco De Ferrari, commenta la situazione dei treni in Liguria:

Sono tante piccole opere a fare le grandi opere e sono tante piccole riforme a fare le grandi riforme. Ecco quattro inderogabili punti su cui Regione Liguria deve tempestivamente intervenire:

1) La tariffazione integrata agevolata ferro-gomma sul Comune di Genova non va persa, semmai estesa su tutti i comuni della Città Metropolitana genovese;

2) Si deve prevedere, da qui al 2020, un repentino aumento del 10-12% dei chilometri percorsi dai treni regionali su tutto l’arco delle tratte liguri durante l’anno;

3) Deve essere prioritaria la riduzione dei tempi di percorrenza ripristinando ad esempio gli incroci e i binari di precedenza, laddove sono stati smantellati da Rfi nel tempo;

4) Si devono riempire i troppi buchi d’orario, prestando particolare attenzione all’entroterra.

Come MoVimento 5 Stelle Liguria, abbiamo sempre denunciato come un enorme rischio la sottoscrizione di un Contratto di Servizio fino al 2032 tra Regione Liguria e Trenitalia, basato quasi esclusivamente sul rinnovo totale del parco mezzi. Richiesta che non risultava tra le priorità portate all’attenzione dai comitati auditi in Commissione Trasporti. Un rinnovo totale che, tra l’altro, alla fine del contratto porterà a una riduzione complessiva della capacità di trasporto dei passeggeri sul 30% della flotta rispetto a quella attualmente circolante.

Insomma, un eterno Contratto di Servizio che va assolutamente rivisto, perché rischia di trasformarsi in un boomerang già a partire dal 2019, con un pesante aggravio sulle tariffe imposte ai pendolari. Rischio ancora più concreto se consideriamo che nel 2017 si è registrata una contrazione del finanziamento statale erogato verso Regione Liguria portando il bilancio regionale sui trasporti a un pesante saldo negativo di -4,25% rispetto al 2016.

Il Contratto di Servizio dovrebbe essere ridiscusso completamente, pensando inizialmente a un periodo ponte di assestamento di 2 anni fino al 2020, per poi suddividere in un “6+6″ i successivi 12 anni proprio per ritararlo a garanzia della qualità di servizio che da troppo tempo ormai i pendolari liguri attendono invano.

In questi due mesi, con il M5S al governo, grazie al Ministro dei Trasporti, anche attraverso il rinnovo del Cda di Ferrovie, abbiamo messo al centro le tre “E” per far viaggiare i treni: l’esperienza, l’efficienza e l’etica. Mirando a far funzionare le Frecce e soprattutto a potenziare il trasporto su ferro regionale. Oggi per Toti è arrivato quindi il momento di mettersi in linea con le nuove indicazioni nazionali, e tutelare una volta per tutte i nostri pendolari.

La mobilità pubblica è un diritto costituzionale e, come tale, deve essere garantita a ogni cittadino, mettendo al centro la sicurezza e il comfort per tutti coloro che ogni mattina scelgono di muoversi utilizzando il treno, un mezzo di trasporto condiviso, pulito e sostenibile”.

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