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Presunto pestaggio di un ragazzino al Moac, parla il capo della sicurezza: “Io minacciato di morte da padre e figlio”

La versione di Valerio Morelli, titolare della Marval Snc

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Cuneo. “Mi hanno minacciato di morte, prima il figlio poi il padre”. A parlare è Valerio Morelli, titolare dalla Marval Snc, l’agenzia di sicurezza che tra i suoi dipendenti ha il 65enne Ugo M.: l’uomo accusato da A.M. di aver pestato suo figlio 13enne, domenica 26 agosto scorso al Moac (dove prestava servizio di “safety” ed antincendio) verso le 21, al Palafiori di corso Garibaldi. Il vigilantes, secondo quanto scritto dal padre su Facebook nel gruppo “Sei di Sanremo se mugugni”, avrebbe, per qualche bravata del ragazzino: “In una zona isolata all’esterno del Palafiori preso a pugni in faccia, schiaffi e calci all’addome”.

Al giovanissimo, soccorso poi dal 118 con un’ambulanza, verranno assegnati 10 giorni di prognosi. Ma la versione dei fatti fornita da Morelli è un po’ diversa da quella del padre. “Il 13enne con degli amici era già dal pomeriggio che stava creando problemi in corso Garibaldi – spiega il titolare dell’agenzia che ha sede nel capoluogo della “Granda” – prima suonavano i citofoni dei condomini per poi scappare, dopo sono andati ad infastidire i commessi di un negozio di vestiti della via, gestito da cinesi. Quest’ultimi li hanno rincorsi fin davanti al Palafiori malmenandoli. E già lì siamo dovuti intervenire intimando a tutti di andare via, sennò alla prossima avremmo chiamato i carabinieri”.

Il 13enne con un suo coetaneo marocchino però, secondo la testimonianza, si ripresentano in serata al Palafiori: “Hanno iniziato a fare salti su e giù per la scala antincendio del Palafiori, occupando anche l’ascensore dei disabili per risalire in cima – spiega il capo della sicurezza – a quel punto gli abbiamo detto di smetterla e che avremmo chiamato i carabinieri. Oltre ad occupare scala ed ascensore stavano mettendo a rischio anche la loro incolumità, rischiando di cadere giù dalla scala durante le acrobazie da “parkour”.

A quel punto le versioni divergono. Ecco quella del titolare della Marval: “Il ragazzino ha iniziato a dare di matto insultandoci e minacciandoci: sono calabrese e ve la faccio pagare, io vi ammazzo a tutti. Poi, il mio dipendente, persona di grande esperienza, lo ha preso per mano dicendogli di andare via che non avremmo chiamato nessuno. Lo ha portato lontano dall’ingresso per farlo calmare e a quel punto il ragazzino ha detto di essere stato picchiato. All’arrivo dei parenti, la scena delle minacce si è ripetuta con il padre come protagonista”. Anche al vigilantes è stata refertata una settimana di prognosi, perche secondo Morsellli avrebbe ricevuto due pugni dal ragazzino. Lo stesso Morselli dice: “Se dai filmati delle telecamere risulterà che il mio dipendente ha picchiato il ragazzino, sarò io il primo a denunciarlo. Però ho fiducia in lui e non credo sia andata così”.

Intanto il caso è in mano all Polizia di Stato e nei prossimi giorni si saprà quanto contenuto nelle registrazioni di videosorveglianza, vera chiave di volta della vicenda.

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