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L’autostrada francese? Un campo minato di autovelox che ha messo in fuga i turisti foto

Il pediatra sanremese Trapani: “Troppi controlli senza alcuna funzione educativa ma solo estorsiva”

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Provincia. Un campo minato di autovelox in cui procedere a passo d’uomo per non incorrere nel rischio di vedersi recapitare nella buca delle lettere multe salatissime. Stiamo parlando dell’Autostrada A8 che collega l’Italia alle mete turistiche più ambite della Costa Azzurra, da Mentone a Nizza per proseguire fino a Cannes e Marsiglia. Di fatto una “trappola” per automobilisti, dove giorno dopo giorno la sorveglianza è sempre più alta, tanto da mettere in fuga numerosi viaggiatori, soprattutto della Riviera dei Fiori.

Come il noto pediatra sanremese Gianfranco Trapani che ha scelto in Francia di non andarci più. «Ho sempre portato la mia famiglia in Costa Azzurra. Ristoranti, eventi, manifestazioni, shopping con soggiorni anche superiori ai due giorni – racconta a Riviera24.it –. Oggi come oggi è diventato pressoché impossibile, perché impossibile è non incorrere in una sanzione. Nell’ultimo periodo ho fatto collezione di multe, a volte superando anche il limite massimo consentito di appena 5 chilometri orari (in molti punti dell’A8 è a 80-90 km/h). Un salasso, la cui utilità è solo quella di riempire le casse dello Stato. Non vedo alcuna funzione educativa: limiti di velocità così bassi non servono a salvare delle vite, non sensibilizzano i giovani a non mettersi alla guida dopo aver bevuto, non invitato a non utilizzare i dispositivi cellulari. Limiti di velocità così bassi in relazione a un numero così alto di autovelox hanno unicamente una funzione estorsiva. Io non ci metterò più piede. Sono sempre andato al Nice Jazz Festival nella seconda settimana di luglio, quest’anno mi sono rifiutato. Io come tanti altri concittadini, concordi con me nel considerare queste multe una nuova e obbligatoria tassa che il turista deve pagare se vuole trascorrere anche una sola serata in territorio francese».

Le parole del dottor Trapani trovano eco in quelle delle associazioni dei consumatori, soprattutto dopo l’arrivo degli autovelox privati. Di recente, infatti, la rilevazione del superamento dei limiti di velocità tramite tutor non è più appannaggio esclusivo delle autorità preposte ma è gestita anche da società private, attraverso l’installazione di moderni dispositivi all’interno di auto senza insegne o elementi di riconoscimento.

Di opinione contraria le autorità che, invece, vedrebbero questi velox come la soluzione ideale per incrementare la sicurezza stradale e prevenire gli incidenti, materia in relazione alla quale lo scorso 1° luglio il Consiglio nazionale francese ha introdotto un nuovo decreto (n 2018-487 del 15 giugno 2018 ) con il quale il limite di velocità massima autorizzata sulle strade a doppio senso senza separatore centrale è stato ridotto a 90-80 km/h. E a 90 km/h scenderà (da 110) anche sul tratto Antibes e Nizza a partire dal 1° ottobre. Ma non solo. Perché nell’obiettivo di potenziare i controlli, su gran parte delle strade francesi, anche in quelle vicine al confine con l’Italia, sono comparse nuove tipologie di autovelox.

Si tratta di apparecchi con doppia macchina fotografica in grado di riprendere immagini della parte anteriore e posteriore dei veicoli in caso di eccesso velocità. Diverse postazioni sono già state installate lo scorso anno, ma l’omologazione ufficiale, oltralpe, è stata appena rilasciata e adesso inizierà la distribuzione. Per cominciare, nelle scorse settimane sono state installate sei cabine a Arles (13), Exincourt (25), Irreville (27), Saint-Paul-les-Dax (40), Nadillac (46) e Lagny-le-Sec (60). Dall’inizio di settembre i radar a doppia faccia compariranno invece un po’ ovunque, compresa la vicina Costa Azzurra. L’obiettivo? 600 autovelox bifacciali entro la fine del 2020.

 

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