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La sanremese Eleonora alla scoperta del Sud America tra le Ande e il Brasile: ‘’Ecco cosa ho scoperto’’ foto

In questi cinque mesi è passata da un'altitudine di 2350 metri ai piedi del Cristo Redentore a Rio de Janeiro

Sanremo. La sanremese Eleonora Silvestri, classe 1997 e studentessa di Scienze politiche all’Università di Genova, è da poco tornata da uno scambio culturale con l’Universidad Nacional de Cuyo a Mendoza.

11.517 erano i chilometri a dividerla dalla sua città e numerosi sono stati i posti che mossa dalla curiosità ha visitato e che le hanno permesso di apprendere le differenze tra noi e il Sud America.

In questi cinque mesi è passata da un’altitudine di 2.350 metri ammirando all’interno del Parco Archeologico di Machupicchu una delle sette meraviglie del mondo, alle coste del Cile in Jeep per un road trip, ai piedi del Cristo redentore a Rio de Jainero. 

Come racconta a R24Young, “Ho avuto la possibilità di viaggiare in Argentina, a Buenos Aires, la capitale, a Mendoza, che era la mia città di permanenza; ho fatto le vacanze di Pasqua in Cile con un road trip abbiamo guidato fino alla costa, la meta era Val Paraiso, città con meravigliosi graffiti che caratterizzano il centro storico e meta estiva per tutti gli argentini di Mendoza’’.

Ma la lista dei posti che ha visto non è finita qui: c’è ancora Iguazu sono circa 275 cascate naturali con altezze fino a 70 metri, lungo 2,7 chilometri del fiume iguaz considerate patrimonio dell’Unesco. ‘’ Lo spettacolo naturale non riesco neanche a descriverlo’’. A Rio De Janeiro – ‘Al posto di trovare i soliti piccioni in strada vedi le famiglie di scimmiette che si arrampicano sui fili della luce tranquillamente’’ .

Ecco qualche curiosità e differenza che Eleonora ci ha raccontato.

La siesta. Nel primo pomeriggio, dalle 14 alle 17 circa, i negozi, le scuole e la gente in generale sta a casa, quindi è tutto chiuso perché c’è il periodo della ‘’Siesta’’, per loro è quasi come una tradizione, usano queste tre ore per riposarsi.

Scuola. La scuola, segue comunque gli orari della siesta e le lezioni pomeridiane riprendono dalle 17 e possono durare sino alle 22 di sera – ‘’ Sono orari strani a cui non ero abituata. Il rapporto con i professori è molto diverso rispetto all’Italia, qui da noi non capita che il professore venga da te e ti saluti con due baci sulla guancia ,o si preoccupi per te, il rapporto con gli studenti è molto informale’’.

I mezzi di trasporto. I mezzi di trasporto non sono molto efficienti ma esistono dei bus molto economici che ti portano da uno stato all’altro. “Il sud America è uno stato molto grande, la parte della popolazione là non può permettersi di spostarsi con un aereo. Anche se da circa un anno hanno aperto una compagnia aerea in Argentina che si chiama flybondi, nuova e molto economica. Io ho trovato un volo per Buenos Aires andata e ritorno a 50 euro, ma per viaggiare gli autobus sono anche molto comodi’’.

La popolazione. Per quanto riguarda la popolazione sono molto simili agli italiani, non ci sono troppe differenze fisionomiche. “Sono molto più rilassati, se ci si mette d’accordo per le ore 20, prima delle 21 non si presenta nessuno, questo ovunque, a lavoro a scuola anche le lezioni iniziavano sempre dopo’’.

I ragazzi. Sono molto più aperti alla conoscenza di persone nuove. “A Sanremo non tutti vogliono incontrare gente nuova, là erano molto amichevoli’’.

Il cibo. Pasta e pizza, come in ogni posto fuori dall’Italia è un tabù. Il cibo tipico si chiama Asado che è una grigliata di carne. “Quando tra ragazzi si organizza una grigliata si dice , facciamo un Asado,  è sia il nome di una carne sia per indicare la grigliata’’. Le empanadas fagottini di pane che variano da paese a paese, in Argentina erano al forno, in Cile fritte.‘’Paese che vai empanadas che trovi”. I prodotti tipo latte, yogurt erano venduti in dei sacchetti di plastica. La bevanda tipica è il ‘’Mate’’ che è una specie di thé con delle erbe. E’ comunissimo vedere gente che si scambia questa coppetta, è una bevanda che si beve in condivisione’’.

I taxi. In Sud America in generale i taxi sono molto economici,nelle grandi città c’erano anche gli Uber. Per esempio un viaggio di 1.30h a Rio de Janeiro l’abbiamo pagato 10 euro a testa. Stavamo rischiando di perdere l’aereo perché abbiamo incontrando un incidente che ha bloccato le strade di periferia, stiamo parlando di strade a 6 o 10 corsie, per fortuna il guidatore dell’Uber  è riuscito a portarci a destinazione e come metodo di pagamento ha chiesto una moneta italiana, ma io avevo solo un centesimo porta fortuna, lui ha accettato volentieri’’.

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