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La mostra “Sanremo e l’Europa” al Forte Santa Tecla compie un mese di vita

Il bilancio si rivela sinora positivo con punte di oltre 800 visitatori al giorno

Sanremo. La mostra di Santa Tecla ha compiuto un mese di vita ed ha ormai oltrepassato la metà dei giorni fissati per la sua apertura. Si avvicina così il 9 di settembre, giorno in cui “Sanremo e l’Europa” chiuderà i battenti.

Se il bilancio si rivela sinora positivo con punte di oltre 800 visitatori al giorno ed una media della metà nel complesso, parecchie persone, in genere gli insegnanti, hanno lamentato la mancata coincidenza con l’apertura delle scuole che impedisce le visite\lezioni così utili per la formazione: in particolare se si considera la vastità della documentazione e del materiale iconografico esposto.

Per contro, il fresco delle serate sanremesi di piena estate hanno consentito ai turisti ospiti di completare la giornata passata sotto l’ombrellone con la visita ad un carcere recuperato come polo espositivo di notevole fascino, a prescindere da quanto viene periodicamente esposto.

In questo ambito, è da notare la massiccia presenza di stranieri dalle molte provenienze: attenti osservatori del “passato in fotografia”, forse vissuto in prima persona dai loro nonni da queste parti. La fotografia, come forma di comunicazione, è un vero e proprio linguaggio universale; nel caso della mostra e delle didascalie tratte da guide e pubblicazioni dell’epoca, fruibili direttamente nello spazio dedicato alla lettura, ha permesso una comoda comprensione anche per la presenza di testi stranieri tradotti per gli italiani.

Altra nota suggestiva traspare dai molti che ritornano a visitare l’esposizione in compagnia di amici e parenti, assumendo nell’occasione, la veste di cicerone: forti di aver maturato ed assimilato quanto avevano osservato nella loro prima visita.

Gli enti organizzatori, il polo museale di Genova ed il Comune di Sanremo hanno consentito una realizzazione che sta caratterizzando l’estate sanremese, che si avvale dell’efficace collaborazione del Club per l’Unesco di Sanremo. Oltre alla veste di Ente Presentatore della manifestazione, il sodalizio presieduto da Ciro Esse, cura la vigilanza e l’assistenza, in collaborazione con propri volontari e con gli aderenti alla Banca del Tempo ed al F. A. I.

Si tiene conto delle presenze e dei giudizi espressi dai visitatori che ha già richiesto il rinnovo di un primo registro, le cui pagine sono state esaurite l’indomani di ferragosto da pareri espressi in molte lingue.
Il nutrito elenco di manifestazioni collaterali prosegue prevedendo per fine mese una serie di appuntamenti con il pubblico.

Il pomeriggio di mercoledì 22 agosto alle ore 18,30 Paola Forneris, già direttore della Biblioteca civica e del Museo terrà una conferenza su “Gli inglesi nella Sanremo di fine Ottocento”. La sera di sabato 25 agosto alle 21,30 sarà la volta del Prof. Saverio Napolitano, autore di molte pubblicazioni e saggi sulle presenza degli “Stranieri in Riviera tra ottocento e novecento” ad intrattenere gli spettatori a Santa Tecla con approfondimenti estremamente interessanti sullo specifico che la mostra Sanremo e l’Europa esibisce ogni giorno (dalle 17 alle 23).

Lunedì 27 agosto, giorno di chiusura, la mostra si sposta all’Ariston-Sala 1 dove, alle ore 21,15, verranno proiettati il documentario Sanremo la perla d’oro ed il film “Ma l’amor mio non muore” di Mario Caserini girato a Sanremo nell’anno 1913. La cittadinanza è cordialmente invitata ad intervenire a questa manifestazione di grande interesse per seguire le vicende della diva del cinema muto Lyda Borelli, nelle vesti di sfortunata eroina, in una commedia strappalacrime così riassunta.

Un losco avventuriero di nome Stahr, turista nel granducato di Wallenstein, corteggia Elsa, la figlia del colonnello Holbein: in realtà si tratta di una spia che sottrae preziosi piani militari, provocandone il suicidio. Elsa viene esiliata all’estero, dove col nome d’arte di Diana Cadoleur, si esibisce come pianista e cantante in un centro della riviera, poi sul palcoscenico come attrice. Conosce Massimiliano un giovane aristocratico convalescente da una grave malattia. In effetti è il figlio del granduca di Wallenstein, ma Elsa lo ignora; fra i due nasce una forte passione. Mentre la coppia si trova vacanza a Locarno rispunta Stahr, il quale assilla Elsa, che lo respinge sdegnata.

Per vendicarsi, tornato a Wallenstein, il bieco sparge la voce che Massimiliano è caduto succube della figlia del traditore Holbein. Il granduca fa rimpatriare il figlio ed Elsa ne scopre la vera identità abbandonandolo disperata. Massimiliano non vuole rinunziare all’amata, la cerca e la ritrova nel teatro mentre recita La signora dalle camelie.

Nella scena finale, Elsalyda Borelli si è realmente avvelenata e spira tra le braccia dell’amante mormorando con un filo di voce: “Ma l’amor mio non muore”:

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