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Il giallo della morte di Silvia Crosetto a Cesio: le ferite sul corpo restano ancora senza spiegazione foto

Filmati delle telecamere, tabulati telefonici e testimonianze: gli inquirenti cercano di ricostruire la tragedia della prof di Moncalieri

Cesio. Una ferita alla schiena, una alla testa e altre sotto le ginocchia. Omicidio, incidente stradale o malore? E’ un mistero irrisolto quello della morte di Silvia Crosetto, 44 anni, l’insegnante di Moncalieri (Torino) trovata priva di vita da una coppia di anziani sul ciglio della statale 28 del col di Nava, nel territorio comunale di Cesio.
Per cercare di far luce sul giallo, gli inquirenti hanno requisito i tabulati telefonici della vittima, ma anche dei suoi parenti più stretti, oltre ai filmati delle telecamere lungo la strada e per un raggio di circa 20 km dall’accaduto. Il tutto per rispondere ad una domanda: Silvia Crosetto era sola? Oppure c’era qualcuno sull’auto con lei e poi è scappato.

L’auto dell’insegnante è stata trovata dalla parte opposta della strada, con la portiera lato guida ancora aperta e l’autoradio accesa. La donna potrebbe aver accusato un malore ed essersi fermata, scendendo dalla macchina. Allora perché quelle ferite? Il medico legale, ad un esame esterno del corpo, non ha escluso nessuna ipotesi, dicendo che i traumi e le lacerazioni sono compatibili con un investimento, ma non è escluso nemmeno l’omicidio.

I carabinieri, che indagano sul caso, hanno ascoltato anche le testimonianze di parenti amici della donna. Non sarebbe emerso nulla di anomalo. Solo l’esito dell’esame autoptico potrà dare delle risposte a molti interrogativi, mettendo un punto fermo almeno sulle cause della morte.

Sembra essere scartata l’ipotesi di una caduta accidentale: in un primo momento si era infatti pensato che la 44enne avesse percorso parte di un sentiero in salita, che inizia proprio nel punto in cui è stato trovato il corpo della donna. Ma se fosse rotolata da quella stradina sterrata, gli inquirenti avrebbero trovato tracce di terra e sterpaglie sui suoi abiti e tra unghie e capelli. Invece non è così. Allora cosa è successo a Silvia Crosetto? Del caso si occupano il procuratore capo Alberto Lari e il sostituto procuratore Enrico Cinella Della Porta.

 

 

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