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Entro il 2028 all’Asl1 Imperiese sarà “emorragia” di camici bianchi

Damonte Prioli: “Troppo pochi gli specialisti sfornati dalle università. Le borse di studio non bastano"

Provincia. Fra dieci anni sarà emorragia di camici bianchi nelle corsie ospedaliere della provincia, come del resto d’Italia. L’Asl 1 Imperiese è da tempo a caccia di radiologi, anestesisti, medici d’urgenza e pronto soccorso. Attualmente all’appello mancano circa 30 figure specialiste che la direzione di Bussana non sa dove andare a pescare. E il numero, da qui al 2028, è destinato a crescere. La ragione? Le uscite dovute ai pensionamenti non saranno bilanciate da presumibili nuove assunzioni. Per i medici di base, infatti, le borse per il corso di formazione in medicina generale messe a disposizione non saranno sufficienti a mantenere il saldo positivo.

«Si tratta di un problema comune a tutte le aziende sanitarie nazionali – spiega il direttore generale Marco Damonte Prioli –. I professionisti sfornati dalle università sono troppo pochi rispetto ai nostri bisogni: il numero limitato di posti non consente di coprire il tournover. La criticità maggiore riguarda le categorie dei medici specialisti in radiologia, anestesia e medicina di urgenza. Possiamo parlare di quasi una trentina di posti vuoti, che cerchiamo di sopperire con i tempi determinati e le prefazioni aggiuntive. Ovviamente non è la soluzione ottimale, facciamo fatica, ma riusciamo ugualmente a garantire il servizio al cittadino. Continuiamo inoltre a fare le procedure, quindi i concorsi, ma il personale specializzato non c’è».

Uno scenario desolante quello descritto da Damonte Prioli, che accomuna gran parte degli ospedali italiani, pubblici ma anche convenzionati, da anni costretti a lavorare sotto organico. Allarmante è soprattutto il fatto che sul lungo periodo è destinato a peggiorare. Secondo una stima del sindacato dei medici dirigenti Anaao, per effetto dei pensionamenti entro un decennio spariranno oltre 47mila specialisti, tra medici di famiglia e del Servizio sanitario nazionale. 

«Già adesso – sottolinea il direttore generale dell’Asl 1 – i nuovi ingressi non bastano a colmare i posti vuoti. Chi viene assunto per esempio con il tempo determinato dopo il periodo contrattualizzato tende sempre a ritornare nel proprio luogo di residenza. Il nuovo governo si è attivato per un aumento delle borse per la formazione in medicina generale per il triennio 2018-2021, si parla di 860 borse da finanziare con 40 milioni di euro. Attendiamo, anche se ciò non riempirà la lacuna».

Infatti, oltre a radiologi, anestesisti e ai medici del pronto soccorso, l’Azienda sanitaria della provincia di Imperia è a caccia di operatori socio sanitari. «Un’altra area critica riguarda gli oss –evidenzia Damonte Prioli –. Il piano assunzioni presentato lo scorso anno vedeva l’implementazione dell’organico di 25 nuovi operatori socio sanitari. Ad oggi abbiamo avviato le attività per far partire il concorso, l’indizione avverrà dopo l’estate, non sappiamo ancora se sarà di tipo regionale».

Il piano assunzioni presentato dalla direzione ospedaliera di Bussana e approvato da Regione Liguria esattamente un anno fa, oltre ai 25 oss, prevedeva l’arrivo entro il 2018 di 32 i dirigenti medici e 50 nuovi infermieri. «Il progetto era compensare le carenze di personale dei vari reparti ospedalieri, per rendere il servizio più efficiente e ridurre i tempi di attesa. In particolare, 4 medici sarebbero dovuti andare al pronto soccorso, a Medicina e Chirurgia di accettazione, dove è noto l’elevato tempo di attesa da parte degli utenti. Quanto ai dirigenti medici, però, la procedura è andata deserta. Abbiamo invece assunto tutti gli infermieri, anzi, ne abbiamo assunti di più, passando dalle 50 unità previste a 71».

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