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Disastro a Genova, almeno 39 i morti, tra cui 3 bambini fotogallery

Sono in corso le verifiche di stabilità da parte dei vigili del fuoco così come quelle dei tecnici di Autostrade

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Genova. E’ sempre più pesante il bilancio della tragedia del ponte Morandi. I morti accertati, fino ad ora, 39: tra questi ci sono tre bambini. E’ questo l’ultimo bilancio del Viminale che riporta i dati della Prefettura di Genova. Ma all’appello mancano almeno dieci persone, al momento disperse. Sedici i feriti in ospedale: 12 in codice rosso di massima gravità.

La lotta contro il tempo che circa 300 vigili del fuoco stanno compiendo a Genova, scavando tra le macerie, continua: non sono stati infatti sospesi, come sembrava inizialmente, i soccorsi nell’area della tragedia per il pericolo di crollo di una parte del pilone autostradale rimasta pericolante, nella zona di via Perlasca. Sono però in corso le verifiche di stabilità da parte dei vigili del fuoco così come quelle dei tecnici di Autostrade.

Gli sfollati. Aumenta anche il numero di chi è stato costretto a lasciare la propria abitazione per ragioni di sicurezza. Gli sfollati sono passati da 440 a 632. A renderlo noto è stata la Regione Liguria via twitter. Sono 311 le famiglie che hanno dovuto abbandonare la propria casa, al momento tutte sistemate per l’immediato grazie all’impegno del Comune di Genova. Gli sfollati occupano gli edifici situati sotto il pezzo di ponte rimasto intatto e nelle immediate vicinanze.

Le indagini. Mentre si fa sempre più rovente la polemica sulle responsabilità, con la società Autostrade per l’Italia (gruppo Benetton) che si difende, in Procura è stato aperto un fascicolo per disastro colposo e omicidio colposo plurimo, al momento ancora contro ignoti. “Non anticipiamo i tempi – ha detto il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi a chi ha chiesto se c’erano iscrizioni nel registro degli indagati – ora è importante capire perché è successo e se ci sono state delle cause scatenanti su qualcosa che c’era già”. “Quello che ci sentiamo di escludere – ha aggiunto il procuratore – è qualsiasi tipo di accidentalità perché si tratta di un’opera umana. Per questo gli investigatori dovranno analizzare sia la costruzione sia manutenzione”. “Non è stata una fatalità, ma un errore umano”: questa la convinzione del procuratore.
Oltre al fascicolo aperto in Procura, una seconda inchiesta è stata aperta dal ministero delle Infrastrutture.

Nessuna autopsia sui corpi delle vittime. I sostituti procuratori Walter Cotugno e Massimo Terrile “stanno rilasciano i nulla osta per i seppellimenti e le esequie, dopo un’attività di medicina legale di esame delle salme” ha spiegato il procuratore capo Francesco Cozzi uscendo da un vertice in Prefettura.

L’elenco delle vittime in via di aggiornamento
Andrea Cerulli, 47 annin
Axelle Nèmati Alizee Plaze, 21 anni
Marta Danisi, 28 anni
Juan Ruben Figueroa Carrasco, 68 anni
Roberto Robbiano, 44 anni
Samuele Robbiano, 9 anni
Ersilia Piccinino, 41 anni
Elisa Bozzo, 33 anni
Marian Rosca, 36 anni
Leyla Nora Rivera Castillo, 47 anni
Francesco Bello, 41 anni
Carlos Jesus Erazo Trujillo, 26 anni
Vincenzo Licata, 57 anni
Juan Carlos Pastenes, 64 anni
Alberto Fanfani, 32 anni
Marius Djerry, 28 anni
Luigi Matti Altadonna, 34 anni
Admir Bokrina,
Angela Zerini, 58 anni
Vincenzo Licata, 58 anni
Alessandro Robotti, 50 anni
Bruno Casagrande, 57 anni
Manuele Bellasio, 16 anni
Camilla Bellasio, 12 anni
Claudia Possetti, 48 anni
Giovanni Battiloro, 30 anni

 

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