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Decreto dignità: quali rischi per il settore del gioco online?

Dietro al gaming online si nasconde un mondo fatto di sforzi costanti da parte degli operatori del settore per rendere quest’ultimo sicuro e legale

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Martedì 7 agosto il decreto Dignità del governo Conte è diventato legge. Quattro sono i settori che lo compongono: lavoro, sport dilettantistico, fisco e giochi. Per quanto riguarda quest’ultimo, e in particolare il gioco online, sono previste multe salatissime (non meno di 50 mila euro) per chi non rispetta il divieto di qualsiasi forma di pubblicità relativa a giochi e scommesse; un provvedimento che di primo acchito potrebbe sembrare giusto al fine di combattere il “disturbo da gioco d’azzardo in luogo di ludopatia.”

Ma non è tutto oro quello che luccica. Dietro al gaming online si nasconde, in effetti, un mondo fatto di sforzi costanti da parte degli operatori del settore per rendere quest’ultimo sicuro e legale. Dal momento della regolamentazione del gioco online, migliaia di persone ogni giorno lavorano per mantenere il circuito controllato e normato.

Se da una parte è vero che la pubblicità attira sempre di più nuovi giocatori, dall’altra è altrettanto vero che grazie ad essa questi sono indirizzati verso il gioco legale, operato da aziende orientate verso i medesimi obiettivi: lotta al gioco minorile e alle ludopatie, protezione degli utenti, rilevazione di comportamenti problematici e blocco dei circuiti poco trasparenti o illegali.

Senza pubblicità (regolamentata e riservata esclusivamente a operatori titolari di concessione, ricordiamolo), il giocatore rischia di incappare in siti che non lo tutelano: nessun vincolo alla registrazione (col pericolo di favorire il gioco minorile), nessun tracciamento del denaro (col pericolo di favorirne il riciclaggio), software truccati, impossibilità di monitorare la situazione. E non solo: lo scenario sopra descritto causa gravi danni anche al livello del settore “impiego”.

Gli operatori del gioco, che siano essi casinò online o scommesse, che promuovono il gioco sicuro e
responsabile, ribadendo ad ogni accesso quanto “giocare troppo può causare dipendenza patologica”,
perdono così la collaborazione di figure specializzate, che da anni si impegnano per offrire agli utenti il
servizio migliore. Gli stessi operatori che hanno investito nell’acquisto di una regolare licenza si ritrovano così paradossalmente beffati da quelli che invece sono fuori norma, ed il rischio molto probabile è adesso quello di dover essere costretti ad abbandonare il mercato italiano.

Le parole del CEO del casino Betnero sottolineano proprio questo: “Questa legge è un duro colpo per chi opera nella legalità, con trasparenza e dedizione. E per tutte quelle figure professionali impiegate nel settore del gaming online, che lavorano da sempre con perseveranza e passione senza perdere di vista il rispetto per gli utenti e soprattutto la loro sicurezza, e che da un momento all’altro potrebbero ritrovarsi senza un lavoro.”

Una vera ingiustizia causata da una legge che vorrebbe, anzi, proprio difendere i lavoratori. Insomma, un provvedimento che -in definitiva- provoca la perdita di molteplici posti di lavoro e rischia di peggiorare in maniera pericolosissima e irreversibile, anziché migliorarla, la questione del gioco d’azzardo patologico e riguardo il quale LOGiCO (l’associazione che riunisce le principali aziende operanti nel gaming online in Italia mediante Concessione Statale) ha già proposte concrete per il Governo: si spera, pertanto, si possa arrivare -congiuntamente- a delle soluzioni che non mettano a rischio né lavoratori né utenti, e che possano garantire, ancora di più, un gioco sicuro e responsabile.

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