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Danni creati dall’uomo ed errori del passato: ecco perché dovranno essere tagliati 57 pini nei giardini di Ventimiglia foto

L'agronomo Garzoglio: "Ci siamo imbattuti in una situazione che definire critica è riduttivo"

Ventimiglia. Pini inclinati in modo innaturale, privi di una chioma ben estesa e di un apparato radicale in grado di nutrirli e sostenerli, con chiodi piantati nella corteccia e ferite sul tronco causate da mezzi meccanici guidati dall’uomo. La situazione in cui versano i pini dei giardini pubblici Tommaso Reggio, illustrata stamane dal dottor agronomo Roberto Garzoglio, è drammatica.
“Con il collega Matteo Littardi, che ringrazio per aver contribuito alla stesura della relazione consegnata al Comune”, ha detto, “Ci siamo imbattuti in una situazione che definire critica è riduttivo”.

I tecnici hanno controllato i 110 gli alberi presenti nei giardini uno per uno, studiandoli attentamente e applicando la metodologia VTA (Visual Tree Assessment), ovvero la valutazione visiva dell’albero su basi biomeccaniche. Una metodologia riconosciuta in tutta Europa che ha il vantaggio di abbinare studi di arboricoltura a conoscenze meccaniche delle strutture delle piante. Di questi 110, 57 dovranno essere tagliati.

“La metodologia tende ad assegnare ad ogni albero una classe in base al rischio di crollo”, ha spiegato Garzoglio, “Le classi sono cinque e vanno dalla A alla D: quest’ultima comporta l’abbattimento”.

Eccessiva densità di impianti e quindi alberi troppo fitti che non riescono a sviluppare le proprie chiome e di conseguenza subiscono un blocco dell’apparato radicale, portando l’albero ad inclinarsi in modo del tutto innaturale e quasi insopportabile per il peso che deve sostenere: sono questi i sintomi preoccupanti riscontrati dai due esperti. Sintomi chiari che li hanno spinti “per senso di responsabilità ad arrivare al prima possibile ad una classificazione per salvaguardare l’incolumità di centinaia di persone indifese che ogni giorno affollano i giardini”.

Oltre a questo, se già non fosse abbastanza per comportare la lenta agonia di pini che hanno tra i 70 e gli 80 anni, i due professionisti hanno riscontrato un’aggressione “da parte di opere civili, interventi di natura edilizia che hanno compromesso durata e vita di questi alberi”.

Una decisione presa non a cuor leggero, quella di tagliare 57 pini. Lo ha spiegato l’assessore Gabriele Campagna: “Sono piante arrivate alla fine del loro ciclo vitale, soprattutto perché piantate in un ambiente non naturale, molto urbanizzato e non in grado di poter garantire i dovuti accorgimenti. L’amministrazione sta ora cercando, nei limiti del possibile, di avere un intervento di messa in sicurezza con l’abbattimento degli alberi seguito da un pronto intervento di ripiantumazione”. Ma se il taglio dei pini avverrà a fine agosto, per la ripiantumazione si dovrà attendere almeno ottobre: oltre a rispettare i tempi naturali, bisogna infatti fare i conti con quelli burocratici e amministrativi.

 

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