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“A Vallecrosia campagna elettorale pilotata”: si scaldano i toni in consiglio comunale. Sotto accusa i rapporti tra società Gloria e sindaco Biasi foto

Il sindaco ribatte: "Grave errore quello di confondere pubblico e privato"

Vallecrosia. Una trattazione, quella per l’acquisto del terreno adiacente la pista ciclabile sul lungomare, non andata a buon fine forse a causa di una “campagna elettorale pilotata”. Nel corso del consiglio comunale di ieri, l’ex sindaco di Vallecrosia Ferdinando Giordano ha puntato il dito contro un presunto accordo tra Ugo Tasselli, della società Gloria S.r.l. (proprietaria del terreno) e marito dell’attuale vicesindaco Marilena Piardi, e il suo sindaco Armando Biasi.
“Da quando è stato affisso il cartello che il terreno privato non sarebbe stato più concesso come parcheggio”, ha detto Giordano, “L’amministrazione comunale si è prodigata non solo parlando con un socio, ma con tutti i soci della società Gloria e con la proprietà, dal punto di vista del legale rappresentante, per addivenire ad una acquisizione di quest’area. Si diceva, infatti, che la società volesse metterla in vendita, anche per tacitare i rapporti tra i diversi soci. Demmo l’incarico all’ufficio lavori pubblici che fece una valutazione economica e inviammo la proposta alla società. Ma una risposta non ci venne mai data”.
Di qui il “j’accuse”: “In questo caso è venuta fuori, diciamo, la persona di riferimento che ha, secondo noi, un po’ tarpato le ali a tutta la discussione, perché si vedeva in questa persona un possibile sostenitore di una campagna elettorale pilotata”.

Secondo l’ex sindaco: “L’aspetto della questione ha assunto un non so ché di “pruderie”: sembrava proprio un gioco”. La trattazione, con la concessione dell’area in comodato d’uso gratuito, è poi andata a buon fine nei primi giorni dell’amministrazione Biasi, quando il parcheggio è stato riaperto: “Il fatto che si sia risolta in un modo così encomiabile per il risultato, visto che abbiamo dato alla stagione balneare del 2018 la possibilità non solo di un parcheggio ma di una inversione di marcia”, insomma, “ha fatto sembrare la cosa abbastanza anomala”, ha concluso Giordano.

“Nel rapporto che c’è tra il Comune e i privati, che siano uno o cento, nelle sedi in cui vi siete incontrati e per cui non abbiate raggiunto un accordo, io non ci metto becco perché non ero presente”, ha replicato Biasi, “Sono arrivato il 10 di giugno e devo analizzare i fatti. Poi quelle che sono le dinamiche, a me non interessano perché non c’ero. La delibera però me la sono letta, è lì il grave. Non lo avrete comprato (il terreno, ndr) perché avrete avuto delle vostre questioni. Però quello che è grave, ed è registrato, è quando si mette in gioco il processo alle intenzioni. Stiamo ben attenti, perché il processo alle intenzioni che tu hai citato prima - ha detto rivolto a Giordano - guarda che è un atto grave. Io ho solo chiesto alla proprietà, se nel caso in cui avessi vinto le elezioni, c’era la possibilità di riaprire il parcheggio per un bene comune. Non c’è altra finalità…visto che le delibere dell’approvazione del Puc e della variante di destinazione le avete fatte voi, mica io”.

Biasi ha ribaltato l’accusa, puntando a sua volta il dito contro l’operato della precedente amministrazione: “Perché, nel momento in cui avete fatto il finanziamento pubblico, alla Regione Liguria davate per scontato che avevate il terreno? Perché nel progetto che è stato inviato alla Regione Liguria c’era la rotonda in quel parcheggio, senza una firma tra le parti? Se lo spieghiamo alla Regione, forse quei soldi bisogna restituirli. Allora quando si fanno gli atti, bisogna fare atti seri. Se facciamo processi alle intenzioni, bisogna farli con carte e documentati e dimostrare dove sorge il problema. Se no, e scusate il tono, si ritorna nella condizione che si prende una delibera di consiglio comunale dove c’è allegato un progetto in cui è stabilito che la rotonda in cui i cittadini possono passare è prevista all’interno di un terreno privato di cui non abbiamo neanche un accordo bonario: non si può fare!”.

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