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Ventimiglia, Potere al Popolo su manifestazione pro migranti: “Il Sindaco restituisca etica alla sua prassi politica”

"Ripetiamo a Ioculano che il 14 luglio numerosissime associazioni manifesteranno pacificamente per denunciare le disumane e brutali politiche nazionali e internazionali di “governabilità” delle migrazioni"

Ventimiglia. Scrive Potere al Popolo.

“ ‘Manifestare a Ventimiglia il 14 di luglio contro le politiche migratorie della Francia è un’idiozia incredibile oltre che una provocazione. Creeranno solo gravi disagi in una giornata che per noi è commercialmente e turisticamente una delle più importanti dell’anno. Se l’obiettivo è per l’ennesima volta entrare in conflitto con la città gli organizzatori ci sono riusciti. Le manifestazioni sono benvenute ma a casa vostra, grazie!’. Fonte: Riviera 24 del 29 giugno 2018.

Intendiamo proporre una riflessione su alcune espressioni sopra riportate e riferite dal Sindaco della città di confine Ventimiglia. Intendiamo spiegare ai lettori perché il suo è un turpiloquio offensivo, violento ed aggressivo nei riguardi, non solo di chi intende, legittimamente, esercitare la propria libertà di pensiero e di espressione del proprio dissenso nei confronti di una politica nazionale e non solo che semina odio, rancore e violenza ma anche offensivo nei riguardi del significato stesso di umanità che Ioculano vuole volgarmente asservita a miopi considerazioni di carattere squisitamente economico.

Procediamo, tuttavia, per gradi.
“Manifestare è un’idiozia”. Il Sindaco usa a sproposito e con profonda ignoranza il termine “idiozia”, pertanto attribuisce ai numerosi e pacifici sostenitori della Manifestazione, che è di respiro internazionale, un’insufficienza mentale molto grave, come riferito nel vocabolario Treccani. Non importa concediamo e riconosciamo, pur senza giustificarla, la sua ignoranza lessicale. A questa, tuttavia, si sovrappone un’ulteriore e più grave ignoranza: l’articolo 17 della Nostra Costituzione che così recita: “i cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senza armi” e del terzo comma riferito all’articolo medesimo.

Veniamo alla “provocazione”. La domanda sorge spontanea. Chi e cosa intendono provocare i manifestanti? Si direbbe che l’unica e legittima provocazione sia quella di indurre il pensiero critico e il dissenso nei confronti del Governo di Salvini, che nel tentativo di fermare un’invasione che non c’è, genera l’invasione dell’odio, contribuendo alla morte di bambini,uomini e donne. Si potrebbe azzardare che quella chiosa “Le manifestazioni sono benvenute ma a casa vostra, grazie!” sia di inquietante sapore salviniano, segno questo di assuefazione ed asservimento ad una politica iniqua e irrispettosa dei più elementari capitoli del Diritto Umanitario.

Una domanda ulteriore sorge spontanea. Il Sindaco di Ventimiglia e tutti coloro che lo sostengono, conoscono le ragioni, serissime, della manifestazione? Se non le conoscesse peccherebbe di ingiustificabile superficialità, considerate le motivazioni economiche addotte a sostegno della sua contrarietà. Se invece le conosce, si può solo concludere che il Signor Ioculano è, come molti, assuefatto e anestetizzato nei riguardi della sofferenza, di quel dolore inaccettabile, che quotidianamente è sbattuto sotto i nostri occhi. Ebbene quel dolore Noi vogliamo vederlo bene, vogliamo farcene carico, non intendiamo volgere altrove lo sguardo, perché quello è il nostro altrove.

Ripetiamo al Sindaco Ioculano che il 14 luglio numerosissime associazioni, collettivi, sodalizi manifesteranno, pacificamente, per denunziare le disumane e brutali politiche nazionali e internazionali di “governabilità” delle migrazioni, per rivendicare la necessità di un Permesso di soggiorno Europeo e per un ripensamento radicale del sistema dell’accoglienza a partire dal diritto di mobilità e al di là di infondate e strumentali paure. In quella giornata i manifestanti si mobiliteranno, pacificamente, contro la tratta, le violenze di genere, la schiavitù dei migranti.

Vogliamo dire a Ioculano che le sue locuzioni sono pericolosissime ed evocano, drammaticamente, quel tipico cittadino “per bene” dei regimi totalitari che passivamente obbedisce alla legge perché incapace di pensiero critico e quindi di discernere il bene dal male.

Restituisca etica alla sua prassi politica.
In fondo quel giorno i manifestanti italiani, francesi, spagnoli, europei dovranno pur bere e mangiare. La sua Ventimiglia non avrà a temere il suo ambito guadagno”.

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