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Regione Liguria approva legge per rigenerare il territorio e recuperare i terreni agricoli

"Questa norma consentirà ai Comuni, specie quelli medio-piccoli, di agire puntualmente sulle aree dove maggiore è il degrado e l’abbandono"- spiega l’assessore regionale all’Edilizia Marco Scajola

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Regione. Approvata in Giunta, su proposta dell’assessore regionale all’Urbanistica Marco Scajola e dell’assessore regionale all’Agricoltura Stefano Mai, il disegno di legge sulla rigenerazione urbana e il recupero del territorio agricolo. Dopo le consultazioni pubbliche preventive, con tutte le categorie e i Comuni, può dunque partire l’iter per l’approvazione della legge in consiglio regionale prevista subito dopo l’estate.

Obiettivo del ddl: da un lato la rigenerazione dei borghi e del patrimonio edilizio molto vecchio, favorendo la fattibilità degli interventi e dall’altro affrontare il tema dell’abbandono del territorio agricolo che, soprattutto in Liguria, ha assunto dimensioni preoccupanti.

Con questa Legge, una volta che sarà concluso l’iter in consiglio regionale, i Comuni potranno individuare gli ambiti dove agevolare gli interventi di ricostruzione e rigenerazione stabilendo norme specifiche rispetto a situazioni puntuali dove esiste ed è forte il degrado. Parallelamente, anche per quanto riguarda le aree boschive abbandonate, i Comuni potranno effettuare un censimento e prevedere interventi specifici per favorire il loro recupero con attività agricole, dando così risposte anche alle eventuali richieste da parte di nuove attività condotte da giovani.

In pratica ai Comuni è demandato il compito di costruire regole idonee per una nuova domanda di sviluppo, individuando i luoghi dove maggiore è il bisogno di rigenerazione urbana e dove serve contrastare l’abbandono. Per favorire gli interventi i Comuni potranno adottare incentivi attraverso l’abbattimento dei costi dei contributi di costruzione, altre forme di riduzione economica per recuperare ad esempio gli alberghi, esenzione dei contributi aggiuntivi per le quote di edilizia residenziale pubblica prevista. E’ inoltre prevista l’ammissibilità a finanziamenti del Fondo Strategico Regionale.

“Questa norma – dichiara l’assessore regionale all’Edilizia Marco Scajola – si inserisce in un percorso di semplificazione che stiamo portando avanti da tre anni e consentirà ai Comuni, specie quelli medio-piccoli, di agire puntualmente sulle aree dove maggiore è il degrado e l’abbandono. Anche altre regioni si sono mosse in questa direzione, ma noi abbiamo voluto aprire un’ampia consultazione con le categorie, i professionisti e gli Enti locali, raccogliendo indicazioni e proposte per dare vita ad una legge che nasce dal basso, dalle esigenze di chi il territorio lo vive, dagli amministratori ai pianificatori, dalle categorie della produzione alle associazioni di cittadini”.

I numeri raccontano una realtà particolarmente difficile in Liguria: oltre il 40% delle circa 450 mila abitazioni presenti in regione risalgono al periodo tra il 1946 ed il 1971. Un’edilizia di scarsa qualità che rappresenta una quota significativa delle aree periferiche delle città e dei paesi con carenze che riguardano l’accessibilità, la qualità degli edifici, creando problemi di sicurezza sia ambientali sia di degrado sociale. Nel frattempo la superficie occupata dal bosco è cresciuta ad un ritmo elevatissimo, passando dal 54% della superficie regionale nel 1986 al 75% nel 2012.

Per risolvere queste problematiche, anche di natura idrogeologica, il disegno di legge affida ai Comuni un ruolo centrale: a loro infatti spetta il compito di individuare le aree che richiedono interventi di rigenerazione urbana o di recupero del territorio. Mettendo a loro disposizione modalità di intervento più efficaci e rapide rispetto a quelle ordinarie.

Una volta approvato in consiglio regionale, il ddl diventerà immediatamente operativo e potrà manifestare i suoi effetti già dai primi mesi del 2019.

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