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Un vertice per parlare delle frontiere interne all’Europa: con l’on. Di Muro (Lega) il “caso Ventimiglia” torna a Roma

Schengen e Chambery: due accordi che, a detta dell'onorevole, a Ventimiglia non funzionano

Ventimiglia. “Chiedo se nel prossimo vertice dei ministri degli Interni è previsto di affrontare non solo il problema delle frontiere esterne ma di iniziare un percorso per risolvere i problemi delle frontiere interne all’Europa”. Lo ha detto ieri, nel corso dell’audizione del ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, l’onorevole ventimigliese Flavio Di Muro (Lega) che ancora una volta, in parlamento ha portato all’attenzione dei colleghi e dei ministri, la situazione che Ventimiglia vive da ormai più di tre anni.

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“Con il precedente governo poco o nulla è stato fatto nonostante i continui proclami”, ha aggiunto Di Muro, “La mia è una città, è un territorio, che ha bisogno di risposte. Lo considero la zona più calda, anche i numeri delle riammissioni e i dati che ci fornisce la polizia ci parlano di come Ventimiglia sia la frontiera più calda, il tappo ormai dell’Italia. Non c’è solo il problema quindi di gestire i nuovi flussi che arrivano via mare, ma anche quei flussi che poi portano i migranti a Ventimiglia”.

“Abbiamo parlato del trattato di Dublino, del diritto d’asilo, però ci sono altri accordi che magari diamo per scontato funzionino bene ma che invece non funzionano come dovrebbero”, ha aggiunto Flavio Di Muro, sottolineando come lo “spazio Schengen” a Ventimiglia, non venga, a suo parere, applicato. “Nei giorni scorsi i francesi hanno istituito dei veri e propri posti di blocco in prossimità delle vecchie dogane e quindi di fatto la ratio di Schengen è stata elusa con gravi danni non solo ai turisti ma a frontalieri lavoratori italiani che sono rimasti bloccati per delle ore”.
 Da rivedere, secondo il deputato, anche l’accordo bilaterale tra Italia e Francia di Chambery.

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