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Un nostro lettore: “Gli opuscoli dell’Alta via del sale pieni di errori grammaticali e inesattezze”

"Sono il lampante esempio di come non si dovrebbero spendere i soldi pubblici. Triora, pur citata molte volte, non vi fa una bella figura"

Ci scrive il nostro lettore Sandro Oddo:

Gli opuscoli dell’Alta via del sale sono il lampante esempio di come non si dovrebbero spendere i soldi pubblici. Triora, pur citata molte volte, non vi fa una bella figura; nella prima pagina degli “Itinerari di scoperta” vi figura Monesi di Triora, con una piccolissima foto, qua e là – a casaccio – vi sono belle foto (erroneamente indicate opera di Alberti Cristian). I nomi delle località sono piuttosto approssimativi.

Il testo abbonda di lettere maiuscole, le virgole messe a sproposito, in altri casi mancanti. Ripetizioni continue. Non allineamento del testo. Cartine illeggibili e di fatto inservibili. Vi sono inesattezze e falsità storiche veramente incredibili. Segno questo che il testo non è stato minimamente riletto né sottoposto alla visione dei vari Comuni. Mi limito ad indicare alcuni strafalcioni nel territorio triorese, in quanto non ho la presunzione di addentrarmi nelle altre località, i cui testi contengono altrettante inesattezze ed errori.

Il redentore:
– La statua non è di bronzo ma di ghisa.
– Con l’aiuto dei Francesi. Nel 1901 e 1902 la Francia era molto distante, in quanto allora Briga Marittima, con Tenda, faceva parte del Piemonte. Tralasciando questo fatto storico, i brigaschi non furono così permissivi e neppure i tendaschi, in quanto per il taglio di due larici per innalzare la statua sul piedestallo fu appioppata al comitato (diretto dal canonico Giauni di Triora) una multa di 250 lire da parte della pretura di Tenda. Il monumento è stato realizzato con gli operai e con l’aiuto determinante di alcuni militari.

Loreto:
– La descrizione è piuttosto banale e parla unicamente del ponte moderno, pur meritevole di attenzione per la sua struttura rivoluzionaria per l’epoca. Non si cita il ponte medievale posto in basso. Si tralascia del tutto il fatto che il santuario di Loreto era denominato nel secolo XVI “santuario delle saline”, perché si trovava vicino alla “rocca delle saline”. In questo luogo avveniva lo scambio del sale.

Realdo:
- Insieme a Verdeggia è l’unica isola linguistica brigasca della Liguria. Si tratta di una falsità, in quanto il brigasco non è una lingua ma un dialetto, classificato dai linguisti “ligure alpino”. La cosiddetta “terra brigasca” è di recente costituzione e raggruppa tutti i centri dove si parla il brigasco, senza tener conto delle vicende storiche. Verdeggia infatti non è mai stata terra brigasca, ma è appartenuta sempre a Triora. Pertanto il termine “terra brigasca” è del tutto improprio ed ingenera confusione.
– Da Realdo parte una strada di montagna, in parte asfaltata e per il resto sterrata, costruita prime della Seconda Guerra Mondiale a fini militari, che porta alla Bassa di Sanson permettendo il collegamento con l’Alta Via del Sale e con tutti i suoi itinerari. La strada Realdo-Sanson fu costruita dal Comune di Triora negli anni dal 1973 al 1976. Non collega la cosiddetta Alta Via del Sale bensì la strada militare (questa sì!) soprastante.

Triora:
- Atti notarili del 1261…Triora fu ceduta a Genova il 4 marzo 1261.
– Da visitare ….il Parco Archeologico dell’Arma del Gra’ di Marmo….la grotta preistorica del monte Frontè…Il Parco Archeologico della Gra’ (non del Gra’) si trova a Realdo! La grotta preistorica del Monte Fronté non esiste proprio! Vi sono altre “cose” da vedere (ad esempio il nuovo museo!).

Verdeggia:
- Frazione di Triora (Imperia) posta a 1.100 sul livello del mare, in Alta Valle Argentina, Verdeggia è una tipica borgata arroccata sul pendio della montagna; insieme a Realdo è l’unica isola linguistica brigasca della Liguria. Si tratta di una descrizione molto infelice e dimostra la non conoscenza del luogo, che non è affatto, come detto, una zona linguistica brigasca.

Cetta:
- …l’uomo ha costruito centinaia di “fascie” (scritto proprio così e con le virgolette!);
– Dal libro “Immagini trioresi”, primo libro che ho scritto nel 1986, in ricordo di mio padre: Gruppetti di case dai svariati nomi, uniti da una stratta stradina, qua un lavatoio, là una chiesetta, una croce lignea, una fontanella: questa è Cetta”. Nessun commento.
– Questa è Cetta, che, insieme a Bacin, Cetta Sottana, Poggio, Patatée, Fundu, Rieli, Chiesa completa la costellazione delle borgate di Triora. Cetta è l’insieme dei gruppi di case! Cosa vuol dire “completa la costellazione delle borgate di Triora”?
– Si trova scritto anche “Cetto” (sic!)

Mancano del tutto altre frazioni di triora meritevoli quanto meno di citazione: Goina, Creppo, Borniga. Nessun cenno alle grotte preistoriche ed alle bellezze naturali (Arma pisciusa, Arma d’Aresca, ecc.)”.

Il sindaco di Triora, Massimo Di Fazio, ha scritto al presidente Unione Montana Alta Val Tanaro e alla Società Chintana: alta via del sale

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