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Sergio Marchionne lotta tra la vita e la morte, Con Claudio per Imperia: “Uomo di grandissimo valore” foto

"Col quale ho avuto modo di collaborare durante la mia esperienza al Ministero dello Sviluppo Economico. Esprimo tutta la mia vicinanza a lui e alla sua famiglia"

Imperia. Le condizioni di salute dell’amministratore delegato di FCA, Sergio Marchionne, secondo quanto riportato dal gruppo automobilistico, sarebbero irreversibili.

Sergio Marchionne, che dal 2004 è amministratore delegato di Fiat Spa, ha subito lo scorso 27 giugno un’operazione alla spalla presso una clinica ospedaliera di Zurigo, e da quel giorno, non ne è più uscito a causa di complicazioni dovute al post operazione.

“In riferimento alle condizioni di salute di Sergio Marchionne, Fiat Chrysler Automobiles comunica con profonda tristezza che in settimana sono sopraggiunte complicazioni inattese durante la convalescenza post-operatoria del Dr. Marchionne, aggravatesi ulteriormente nelle ultime ore” è quanto riportato dall’ufficio stampa della casa automobilistica, a seguito di un vertice tenutosi a Torino nella giornata di ieri.

L’amministratore delegato di FCA non riprenderà la sua attività lavorativa. Al suo posto, è stato nominato dal consiglio Mike Manley, che nei prossimi giorni – a quanto riportato dal comunicato – dovrà essere eletto dagli azionisti, in qualità di amministratore esecutivo della società. Manley, sarà incaricato a realizzare il nuovo piano di sviluppo 2018-2022, presentato il 1 giugno scorso, assicurando al marchio Fiat Chrysler Automobilies “un futuro sempre più forte e indipendente”.

Non sono mancati i commenti da parte delle istituzioni. Il primo cittadino di Imperia, Claudio Scajola, sulla pagina Facebook “Con Claudio per Imperia” ha commentato: “Ho appreso con profondo dolore la notizia del peggioramento delle condizioni di salute di Sergio Marchionne, uomo di grandissimo valore, col quale ho avuto modo di collaborare durante la mia esperienza al Ministero dello Sviluppo Economico. Esprimo tutta la mia vicinanza a lui e alla sua famiglia.

Il fatto che la notizia sia giunta in maniera così improvvisa e inaspettata mi fa pensare che abbia lavorato sino a quando le forze glielo hanno consentito, anteponendo il bene collettivo del Gruppo di cui era a capo a quello personale. Un uomo dal grande valore umano e dalle grandissime capacità manageriali.

Il nostro è stato un rapporto basato sulla collaborazione e la stima reciproca. Ricordo in maniera limpida la mia visita a Detroit all’inizio della nuova grande impresa. Ricordo l’ambizione di creare un gruppo industriale di caratura mondiale. I successi di questi anni hanno dimostrato che la strada era quella giusta”.

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