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Sanremo, Uilpa penitenziari Liguria: “Sottoporre a regime stringente i detenuti violenti”

"Occorre restituire dignità lavorativa e condizioni di sicurezza alle donne e agli uomini dei baschi blu. Solo così lo Stato potrà recuperare credibilità ed autorevolezza all’interno dei gironi infernali delle nostre prigioni"

Sanremo. “Apprendiamo con enorme soddisfazione, la notizia della condanna del detenuto romeno ( già fine pena 2035 ), che si è reso protagonista della brutale violenza nei confronti di due agenti della Polizia Penitenziaria di Sanremo – dichiara Fabio Pagani, Segretario Regionale della UIL PA Polizia penitenziaria, che aggiunge – ci rivolgiamo direttamente al Ministro della Giustizia Bonafede, puntando l’indice sul grave fenomeno delle aggressioni subite dagli Agenti Penitenziari da parte dei detenuti.

Gli episodi di aggressione in danno di Poliziotti Penitenziari, perpetrati da soggetti detenuti, ormai sono all’ordine del giorno – scrive Pagani – la contestuale presenza negli ambienti detentivi del personale di Polizia Penitenziaria, inevitabilmente esposto a fattori di rischio senza concreta possibilità (operando disarmato) di poter difendere la propria incolumità fisica ed aver premesso che ogni aggressione subita da un poliziotto penitenziario nelle prime linee delle frontiere penitenziarie è da considerarsi una aggressione allo Stato.

Il Segretario Regionale della Uilpa Penitenziari oltre a chiedere al DAP che nei confronti dei detenuti violenti si adottino misure esemplari che, nel pieno rispetto della legge e di ogni garanzia, rendano più stringente il regime detentivo a cui devono essere sottoposti evitando come accade oggi, che l’isolamento si trasformi in“suite” con tutti i confort per il detenuto. La Polizia Penitenziaria non può essere l’agnello sacrificale alle criticità ataviche del sistema penitenziario.

Occorre restituire dignità lavorativa e condizioni di sicurezza alle donne e agli uomini dei baschi blu. Solo così – chiude Pagani - lo Stato potrà recuperare credibilità ed autorevolezza all’interno dei gironi infernali delle nostre prigioni”.

 

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