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“Riflessioni di un degente”: lo scooterista vittima di incidente Silvano Ziviani ringrazia il personale degli ospedali del Ponente

"La forzata permanenza in spazi ristretti mi ha suggerito un'ulteriore considerazione: le capacità e l'abnegazione dei tanti chi hanno assistito – e mi assistono – in questa parentesi della mia vita non sarebbero quasi certamente bastate a salvarmi se non fossero stati inseriti in un sistema sanitario come quello di cui disponiamo nel Ponente Ligure"

Bordighera. Scrive Silvano Ziviani.

“Sono lo scooterista che la sera del 19 maggio ebbe un grave incidente mentre percorrevo l’Aurelia bis e le scrivo dall’ospedale Saint Charles presso il quale, da quasi una settimana, sono ricoverato nel Reparto Fisiatria. Il motivo di questa mia è semplice: a più di quaranta giorni dall’impatto decisamente violento, non posso ancora dire di essere tornato in perfetta efficienza e tuttavia sono ragionevolmente certo di essermi ormai lasciato il peggio dietro le spalle.

E di questo devo ringraziare soprattutto tutto il personale del Reparto Rianimazione dell’Ospedale di Sanremo dove, con una parentesi di alcuni giorni al San Martino di Genova, ho per così dire “soggiornato” fino a non molti giorni fa. Mi creda: non ho davvero parole per esprimere tutta la mia gratitudine nei confronti dei tanti “angeli custodi” che si sono presi cura di me, tutti – ma proprio tutti, dal primario ai suoi collaboratori e ai paramedici – con grande umanità oltre che con estrema professionalità.

Due doti che ho ritrovato nella struttura bordigotta.

La forzata permanenza in spazi per forza di cose ristretti mi ha suggerito un’ulteriore considerazione che vorrei dividere con lei e con i suoi lettori: le capacità e l’abnegazione dei tanti chi hanno assistito – e mi assistono – in questa parentesi della mia vita non sarebbero quasi certamente bastate a salvarmi se non fossero stati inseriti in un sistema sanitario come quello di cui disponiamo in Italia. E di strutture adeguate come queste in attività nel ponente ligure.

Che, come ogni cosa, è ovviamente migliorabile, però funziona assai meglio di quanto tendiamo a pensare (e a dire) magari soltanto per aver dovuto attendere per farci applicare un cerotto al pronto soccorso”. 

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