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Raccolta differenziata e riciclo dei rifiuti, promossi e bocciati della provincia di Imperia foto

La Riviera di Ponente sorpassa la Città Metropolitana di Genova ma si ferma 20 punti sotto l'obiettivo del 65%

Imperia. Sono stati pubblicati i dati ufficiali relativi all’anno 2017 della raccolta differenziata, Comune per Comune e relative percentuali di materiale riciclato, della provincia di Imperia.

Bordighera, Camporosso, Molini di Triora, Montalto Ligure, Montegrosso Pian Latte, Ospedaletti, Seborga e Taggia tengono a galla una situazione che continua ad essere complicata.

Dallo studio della Regione, la provincia si gioca il posto di fanalino di coda della Liguria con la Città Metropolitana di Genova (41,63%). Soli due punti ci dividono dall’ultimo posto della classifica: in Riviera si differenzia il 43,69% dei rifiuti raccolti, contro il 50,20% del savonese e il 67.03% della provincia di La Spezia. L’incremento rispetto al 2016 è di 5,67 punti percentuali.

Tra i Comuni più grandi del comprensorio, pesa il dato molto basso di Imperia che si ferma al 34,62% di raccolta differenziata. Su 21.724 tonnellate all’anno, solo 7.000 evitano di finire in discarica. Più di trenta punti in meno rispetto all’obiettivo 65% previsto dalla legge statale e regionale.

Bilancia la città capoluogo Sanremo: di 30.468 tonnellate prodotte, grazie all’avvio del porta a porta, poco più della metà vengono recuperate.

Altro esempio negativo è Ventimiglia, ferma ad un 30,84%, 16.802 tonnellate delle quali 11 vanno dritte nell’ultima delle sei discarica di Collette Ozotto.

TUTTI I DATI (Fai click per ingrandire)

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Per ogni Municipio la Regione ha pubblicato anche le percentuali di materiale effettivamente riciclato, diviso tra Carta / cartone, Legno, Metallo, la Frazione Organica, la Plastica e il Vetro.

Le sei frazioni sono indicate dalla legge regionale 176/2017  ed è su di esse che viene calcolato il totale di rifiuto avviato al recupero. A pesare maggiormente è l’umido che non trova ancora un impianto idoneo al trattamento in tutto il Ponente e che quindi viene stoccato in discarica o trasportato fuori provincia.

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Bassi livelli di raccolta differenziata e di materiale riciclato non comportano solo un aggravio per l’ambiente ma anche per le tasche dei cittadini. Infatti, le Amministrazioni pubbliche che non raggiungono il 65% di RD e almeno il 40% di riciclaggio, devono pagare 25 euro a tonnellata eccedente il limite ammesso al conferimento in discarica.

Costi aggiuntivi che finiscono dritti dritti sulla tassa dei rifiuti.

I cittadini “ricicloni”, invece, possono avere uno sgravio fiscale dal 30% al 70% dell’importo in bolletta.

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