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Morti sul lavoro, Imperia al 3° posto nella classifica nazionale in rapporto al numero degli occupati

Il numero di infortuni sul lavoro con esito mortale verificatisi tra gennaio e maggio 2018 ha fatto schizzare l'Indice di incidenza sugli occupati al 36.0. Dati Inail

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Provincia. «Un eccidio che non ha fine». Così Luigi Di Maio ha definito le morti sul lavoro intervenendo alla relazione annuale dell’Inail presentata lo scorso 27 giugno alla Camera (qui). Un rapporto che parla di minimo storico dal 1951 ma che lo scorso anno ha contato ancora 617 vittime e soltanto nei primi cinque mesi del 2018 389, per un aumento del 3,7% rispetto allo stesso periodo del 2017.«Sviluppare fondi per le start-up con determinate mission, come efficienza sanitaria e sicurezza sul lavoro, in cui contribuiscano le aziende partecipate dello Stato, gli enti dello Stato, con poche dotazioni singole che però insieme fanno tantissimo», è stata la proposta avanzata dal ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico di fronte a questo nuovo report che, purtroppo, vede al centro anche l’Imperiese.

Secondo la rielaborazione statistica curata dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro di Vega Engineering (qui), infatti, il numero dei casi di morti sul lavoro verificatisi nel periodo compreso tra gennaio e maggio 2018 ha fatto schizzare la provincia in 3a posizione nella graduatoria nazionale stilata in base all’Indice di incidenza sugli occupati* che ha raggiunto quota 36.0. Nel dettaglio, su un numero complessivo di 83.425 lavoratori*, al 30 aprile di quest’anno 3 sono state le denunce pervenute all’Inail per infortunio sul lavoro con esito mortale.

I dati non si discostano da quelli rilevati a Crotone, che con un Indice di incidenza sugli occupati del 70,4 si colloca in 1a posizione (3 casi totali), e Gorizia, in 2a posizione con un Indice pari a 36,2 e 2 casi. A livello regionale, morti bianche si sono verificate anche a La Spezia, che con 1 caso e un Indice di incidenza dell’11,5 si trova in 32a posizione, e a Genova, in 66a posizione con 1 caso e un Indice del 3,0. Zero sono invece le denunce per infortunio sul lavoro con esito mortale registrate nella provincia di Savona.

A livello nazionale, come riporta l’Ansa “nel 2017 sono state accertate al momento 617 morti sul lavoro (il 58% fuori dall’azienda) a fronte delle 1.112 denunce arrivate. Se anche i 34 casi ancora in istruttoria risultassero tutti riconosciuti sul lavoro si arriverebbe a 651 morti con un calo del 2,8% (rispetto ai 670 del 2016) al minimo storico dal 1951. Le denunce di infortunio sono state 641.000 in linea con il 2016 e ne sono state riconosciute sul lavoro 417.000 di cui il 19% fuori dall’azienda. Gli infortuni sul lavoro hanno causato circa 11 milioni di giornate di inabilità con costo a carico dell’Inail: in media 85 giorni per infortuni che hanno provocato menomazione e circa 21 giorni in assenza di menomazione.

La maggioranza degli incidenti mortali sul lavoro è sulla strada. Su 617 incidenti mortali accertati 450 sono stati “in occasione di lavoro” e 167 in itinere, ma tra quelli riconosciuti in occasione di lavoro (e quindi durante le ore di lavoro e non nel tragitto per arrivare o tornare dall’ufficio o dalla fabbrica) 193 sono stati “con mezzo di trasporto” e 257 senza mezzo di trasporto. Per i morti in occasione di lavoro ma senza mezzo di trasporto si è registrato un calo del 16,5% sul 2016 e del 27,8% sul 2015.

Per l’industria e i servizi gli infortuni mortali sono stati 532 (152 dei quali in itinere) mentre nell’agricoltura sono stati 74 (8 in itinere) e 11 per conto dello Stato (7 in itinere). La grande maggioranza dei morti accertati sul lavoro erano italiani (514) mentre 33 provenivano da altri paesi dell’Unione e 70 erano extracomunitari. Quasi la metà degli infortuni mortali accertati (287, il 46,5%) ha riguardato persone con più di 50 anni. Tra questi 55 morti hanno riguardato persone con più di 65 anni.

Nei primi cinque mesi del 2018 sono arrivate all’Inail 389 denunce di infortunio mortale con un aumento del 3,7% rispetto allo stesso periodo del 2017 (14 casi in più). E’ stato reso noto alla Relazione annuale dall’Inail che sottolinea come l’aumento riguardi solo i casi avvenuti in itinere, ovvero nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro (passati da 104 a 118), mentre per quelli occorsi in occasione di lavoro le denunce sono state 271 in entrambi i periodi”.

Come ha spiegato Massimo De Felice, presidente di Inail, «questi dati sono importanti perché intervenire sulle fonti di rischio esterno è diverso da farlo su quelle di rischio interno. I meccanismo di sicurezza non sono un costo e non devono essere considerati dai lavoratori evitabili sulla base dell’esperienza».

*numero di infortuni mortali ogni milione di occupati

**dati Istat (2015)

 

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