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L’alfabeto che spezza i confini, ecco la mostra “Scritte” del sanremese Pulinetti

L’artista ci porta alla scoperta della sua personale a Villa Boselli di Arma di Taggia fino a domenica 29 luglio

Taggia. Segni neri, garbati e capricciosi insieme, che ricompongono sulla tela un alfabeto nuovo, primitivo e incontaminato per spezzare i confini del mondo contemporaneo. Ecco in nuce “Scritta”, la mostra che l’artista sanremese Alberto Pulinetti ha portato nei locali di Villa Boselli ad Arma di Taggia con la cura di Giancarlo Manco.

Alberto Pulinetti - mostra

«L’esposizione si compone di un ciclo di oli su tela che, ispirati alla grafia e ai pittogrammi, riproducono lettere che aspirano a formare immagini senza alcun riferimento oggettivo – spiega a Riviera24.it Pulinetti, noto architetto sanremese e stimata voce, per quanto appartata, della scena artistica del Ponente Ligure –. Si tratta di segni che la mia mano si è limitata a riportare e che il fruitore può leggere e riscrivere a seconda del proprio sentimento».

Codice inedito e incontaminato dove l’immediatezza visiva della grafia va al di là di ogni convenzione linguistica oltreché artistica, “Scritta”, come ha detto il critico Fulvio Cervini,  «allude alla parola che si fa segno», che «da volatile diventa immanente». Ogni quadro si presenta dunque come un’ «epigraf[e] per gli occhi e la mente, concepit[a] per comunicare se stess[a] e non un contenuto altro. Per dire quel che non si può dire con le parole, ossia con un alfabeto codificato» che spezza «i confini e ci invita a fare altrettanto».

«In questi lavori mi sono limitato a scrivere con l’ambizione che poi l’osservatore potesse riscrivere con le sue lettere – sottolinea Pulinetti –. Due sono le tecniche che ho utilizzato principalmente: la prima, molto più spontanea, porta alla nascita di quadri che si formano mentre si stanno facendo. Queste tele presentano velature, riproposizioni, cancellature. La composizione finale, viene trovata e non pensata. Dalla seconda tecnica, invece, derivano opere progettuali, in cui cerco un equilibrio tra colori e lettere. Vi sono poi tele che invece esigono lo squilibrio, dove gli elementi compositivi rifiutano la logica simmetrica, non hanno né un basso né un alto, né un sinistro né un destro», si lanciano in una scrittura che è tutte le scritture possibili, «convenzioni in perpetua trasformazione come il mondo è in perpetuo cammino».

Organizzata dal Comune, in particolare dalla presidente del Consiglio comunale con delega alla Cultura, Laura Cane, la mostra “Scritta” è aperta al pubblico ancora fino a domenica 29 luglio, sia il giorno che la sera.

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