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Fratello dell’ex sindaco Pallanca diffidato dall’utilizzo della parola “Città” e “Comune di Bordighera”

Dopo l'avvio della raccolta firme per la riqualificazione urbana di corso Italia e piazza della stazione ferroviaria

Bordighera. Il progetto “Bordighera Città Giardino” per la riqualificazione urbana di corso Italia e piazza della stazione non potrà più chiamarsi così. O meglio, il gruppo che lo sostiene, creato da Gio Batta Pallanca, fratello dell’ex sindaco Giacomo, e legato a Progetto Bordighera, non potrà più utilizzare né “Città” né “Comune” legato al nome di Bordighera per promuovere il progetto di restyling del centro. L’ultimatum arriva direttamente da Palazzo Garnier con una diffida inviata dall’avvocato Montanaro a Gio Batta Pallanca a nome dell’amministrazione comunale della “Città delle Palme”.

“Scrivo la presente a nome e per conto dell’amministrazione comunale di Bordighera la quale mi rappresenta che la S.V., per conto della community social denominata “Bordighera Città giardino”, sta facendo illegittimamente uso dei nomi di “Città” e “Comune di Bordighera”, sia tramite pubblicazioni su quotidiani locali, sia tramite pubblicazione su sito internet: https://www.change.org/p/bordighera-città-giardino, al fine della raccolta di firme a sostegno dell’iniziativa “progetto di riqualificazione urbana per corso Italia e piazza della stazione”, si legge nella missiva inviata dall’avvocato, “Si evidenzia come nessuna autorizzazione all’utilizzo dei nomi di “Città” o “Comune di Bordighera” sia stata data dall’amministrazione. Detto progetto non rientra tra le priorità esposte nel programma elettorale votato dai cittadini di Bordighera espressione dell’attuale maggioranza consigliare. Si diffida pertanto a cessare immediatamente ed astenersi dall’utilizzo dei nomi di “Città” e “Comune di Bordighera” sia su mezzi di stampa, ed ogni altro mezzo di diffusione”. 

“Il 13 di luglio abbiamo consegnato in Comune le prime 1000 firme a sostegno del Progetto”, spiega Gio Batta Pallanca, “Abbiamo depositato queste firme con una lettera accompagnatoria cortese, rispettosa e propositiva. L’educazione ci faceva sperare in una cordiale risposta. È arrivata! Ha la forma di una diffida, ma è già qualcosa. La timidezza fa brutti scherzi. Il sottoscritto viene diffidato ad astenersi dall’utilizzo del sostantivo femminile ‘Città'”. E ancora: “Ora io mi trovo un po’ in difficoltà; non avendo un vocabolario ampio come i sottoscrittori delle diffida, se mi andate a togliere anche i pochi sostantivi che conosco entro in crisi. Aggregato case…..agglomerato urbano…..realtà antropizzata a finalità abitativa”. “Comunque, soprattutto per quanto in premessa provvederò a modificare il link per buona pace di tutti”, conclude Pallanca. 

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