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CoReCom, Pastorino: “L’elezione del nuovo presidente è un macigno sulla vita istituzionale del consiglio”

"La questione è semplice: la legge stabilisce che il presidente debba essere totalmente indipendente dalla politica e non possa ricoprire cariche di partito"

Liguria. Polemica durante l’odierna votazione delle nuove nomine del Co.Re.Com, il comitato regionale per le telecomunicazioni che, fra le altre cose, vigila sul rispetto della par condicio in periodo elettorale. La candidatura a presidente di Vinicio Tofi, appena dimessosi da segretario della Lega a Sanremo, violerebbe la legge 8/2013, che prescrive la designazione di un soggetto indipendente dalla politica. Accese le critiche di Rete a Sinistra / LiberaMente Liguria.

«L’elezione del nuovo presidente del Co.Re.Com cade come un macigno sulla vita istituzionale di questo consiglio. La questione è semplice: la legge stabilisce che il presidente del Co.Re.Com debba essere totalmente indipendente dalla politica e non possa ricoprire cariche di partito. Oggi, invece, ci viene imposto l’ex segretario della Lega di Sanremo, in palese violazione alle norme vigenti – dichiara il capogruppo Gianni Pastorino -. Tutto ciò rappresenta un segnale di grande debolezza politica di Toti e di Forza Italia, perché in altri momenti una tale aggressione della Lega non sarebbe passata. E oggi, chi gridava “onestà, onestà” dovrà accettare a capo di un organo di garanzia un candidato che non nasconde la propria faziosità. Ciò avviene perché anche i “puri” pentastellati liguri si trovano risucchiati nel calcolo politico del governo giallo-verde. Ma anche la Lega ricambia il favore, eleggendo a consigliere il candidato grillino. Insomma: imbarazzo totale».

«Risultato: da domani le opposizioni – o meglio: certe opposizioni – non saranno più garantite proprio dall’organo che “regola il traffico” durante la campagna elettorale – sottolinea Pastorino - La Lega aveva tutte le possibilità di non proporre un militante. E invece prevale l’atto di forza: la politica diventa qualcosa d’altro, diventa occupazione delle poltrone manu militari. Ed è un pessimo segnale sia per le garanzie elettive sia per la stessa tenuta democratica».

«Parliamo di un organo che dovrebbe essere imparziale e arbitro, quindi questa nomina è aberrante. Può essere considerata indipendente una persona che fa politica attiva e sostiene uno schieramento, peraltro maggioritario in quest’aula? Non può – rincara il consigliere Battistini -. Trovarsi con un organo di garanzia totalmente “dominato” da una forza politica che ha un nome preciso, Lega Nord, pregiudica l’equidistanza e mette in difficoltà le forze di minoranza. Ma anche le forze di maggioranza oggi marginalizzate dall’asse Lega-5 Stelle».

«Dobbiamo pretendere che le nomine vengano fatte nel rispetto della legge – conclude Battistini -. La comunicazione è un settore strategico per la politica di questi tempi, a maggior ragione il presidente del Co.Re.Com deve essere indipendente. Chi è stato segretario di partito fino a 2 giorni fa non può essere indipendente».

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