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Consiglio Comunale a Imperia, Roberto Saluzzo: “Non faremo processi alle intenzioni ma valuteremo i fatti”

Il discorso del rappresentante di Imperia di Tutti durante la seduta odierna

Imperia. “E’ un piacere e un onore rappresentare in questa sala il movimento Imperia di Tutti ai componenti del quale va il mio personale ringraziamento per aver condotto, insieme a tutti i nostri sostenitori, una coraggiosa campagna elettorale appassionata ma corretta, educata, mai offensiva.

Imperia di tutti ha confermato la propria presenza in Consiglio dimostrando che anche una lista civica riesce a darsi continuità amministrativa quando basa le proprie ragioni d’essere non su interessi particolari o personali ma su una visione complessiva e su un’idea di città che trae riferimento da una cultura politica e da una spinta ideale.

Ancora un sentito e dovuto grazie quindi, sia a tutti coloro che hanno avuto fiducia nel nostro movimento votandolo, sia, in particolare, agli amici e compagni Nicola Podestà e Riccardo Ghigliazza che nello scorso mandato amministrativo hanno dato la possibilità a Imperia di tutti di essere presente e di lavorare con serietà, competenza e passione.

Da oggi siamo pronti a svolgere il diverso ruolo all’interno all’opposizione, a lavorare costruttivamente senza pregiudizi ma anche senza fare sconti all’appena nata amministrazione. Lo abbiamo già detto, non faremo processi alle intenzioni ma valuteremo i fatti.

La partenza della nuova amministrazione avviene in chiaroscuro. Giusto evidenziare che il nuovo Sindaco si è impegnato a palazzo sin da subito e con intensità anche nella cura delle piccole cose e questo è certamente un buon segnale, d’altro canto non possiamo non sottolineare che alcune scelte amministrative legate alla viabilità (e di ciò dirò più avanti) per quanto apparentemente di modesto valore politico, ci hanno fortemente deluso.

La sfida che attende la nuova amministrazione, il Sindaco la Giunta e l’intero consiglio comunale, ognuno nei rispettivi ruoli, non è certamente delle più semplici. Amministrare oggi è difficile per tanti motivi, noti a tutti e sui quali non mi dilungo. Amministrare in questa provincia e in questa città è senz’altro ancora più difficile. Imperia soffre da tempo, più di altri, di una crisi che è certamente di natura economica ma anche culturale e identitaria. Tutte le vocazioni della città devono essere curate e incentivate, compito dell’amministrazione è favorirle, stimolarle talora risvegliare quelle che si sono anche colpevolmente assopite.

Tra queste vi è anche quella naturale di Capoluogo: vocazione istituzionale, politica ma anche culturale. Tra le altre, le sfide sulla politica del trasporto pubblico, sulla gestione dei rifiuti e in primo luogo sulla gestione pubblica del servizio idrico, non possono più essere rinviate o delegate esclusivamente ad altri: dobbiamo, senza presunzione o volontà egemoniche, rivalutare (e a tratti riscoprire) questo ruolo.

Le altre vocazioni (commerciale, imprenditoriale, terziaria, turistica, marittima, agroalimentare…) passano tutte necessariamente attraverso un’idea di città: moderna, al passo con i tempi, adeguata agli standard europei. Qui il ruolo dell’amministrazione è altrettanto importante anche se non esclusivo.

Sarebbe significativo un segnale che vada in questa direzione: anche una semplice manifestazione di intenti che disegni a chiare lettere la città che si vuole contribuire a costruire.

Purtroppo questo segnale fino ad oggi non lo abbiamo ancora visto, anzi, riallacciandomi al mio incipit, alcune scelte sembrano andare verso la direzione opposta, quella di una città che guarda a modelli superati e antistorici. Non mi riferisco al dibattito su via Cascione: qui siamo certi che l’amministrazione non rivedrà la scelta ovvia quanto giusta della pedonalizzazione. Mi riferisco invece ad una situazione apparentemente più marginale, quella di via Santa Lucia.

In queste ore sul web e nei bar si spreca l’ironia sul ripristino del parziale doppio senso e sui marciapiede-parcheggi introdotti dall’assessore Gagliano con il beneplacito del Comando Vigili.

La scelta è palesemente assurda per non dire grottesca ma gettare la croce solo sull’amministrazione sarebbe riduttivo e financo ingiusto. Il tema purtroppo, quasi fosse una battaglia campale di civiltà, ha visto come terreno di scontro anche quest’assise nell’ultima consigliatura. Una battaglia trasversale, nella quale si è andati dalle invettive dei sinistri consiglieri-masaniello paladini dei cittadini vessati dall’osceno senso unico introdotto da Capacci, alla pletora di comunicati pro civitate dell’allora opposizione di destra (in oggi in parte maggioranza) per arrivare all’utilizzo strumentale della vexata quaestio in strategie paraelettorali che non hanno lasciato indenni forze a noi vicine.

Ecco allora che la scelta della nuova giunta, quella di reintrodurre un parziale doppio senso con annessi comici parcheggi – marciapiede, è forse la naturale conclusione di un percorso tanto condiviso quanto irresponsabile figlio di un grave errore di fondo che può essere considerato paradigmatico.

Il tema, piccolo, quasi insignificante, diventa importante nel momento in cui la contrapposizione pare culturale e morale: da un lato il diritto alla comodità per non dire alla pigrizia di poche decine di persone, dall’altro il diritto alla sicurezza (per anziani, disabili e studenti in primis) e ad una città “normale” di tutti gli imperiesi. Troppi a cercare di soddisfare il bisogno o il piacere del singolo, pochi a cercare il bene comune. Con un ridicolo risultato davanti agli occhi di tutti.

Via Santa Lucia venga presa a paradigma da tutti noi, in particolare da chi governa la città. Imperia è rimasta indietro anche per questo: la continua ricerca del favore o del comodo personale figlia di una cronica quanto diffusa pigrizia mentale prima che fisica (gli stessi che si lamentano per il chilometro e mezzo in più a bordo di una comoda auto magari è facile vederli in giro ogni giorno in braghette corte moderni emuli di Abebe Bikila) ha fatto di Imperia una città troppo spesso lenta, per non dire ferma, inchiodata.

A ben vedere la prima mini crisi dell’amministrazione Capacci è nata proprio da via Santa Lucia, la voglia di far contenti tutti, di registrare consenso, di condividere anche le minuzie ha aperto quelle crepe e quelle divisioni che sicuramente ci hanno impedito di fare tutto ciò che si poteva realizzare con un po’ più di coraggio.

Mi avvio a chiudere Signor Sindaco, con un’apertura di credito: a Lei determinazione e capacità di decidere sicuramente non mancano: usi le sue qualità per contribuire a svegliare e smuovere questa città troppo spesso addormentata, per riportarla nel presente traguardando un futuro normale.

All’uopo un esempio concreto: tra gli obiettivi che siamo riusciti a centrare nella scorsa amministrazione uno in particolare ci rende orgogliosi, è il bilancio sociale. In nome della trasparenza, Le chiedo di informare sempre e bene i cittadini sullo stato dei lavori pubblici (sia quelli in corso d’opera che i futuri), degli incarichi assegnati e da assegnare (sia ai dipendenti che ai consulenti esterni).

In sostanza, i cittadini vogliono sapere come sono impiegate le loro tasse, ossia, il frutto del sudore della loro fronte! Lo strumento cè, il Comune di Imperia lo ha adottato, si chiama appunto Bilancio Sociale è uno strumento utile anche all’Amministrazione perché consente di verificare lavanzamento degli obiettivi.

L’opera prima non era perfetta, se lo riterrete utile ci renderemo disponibili ad aiutarvi per migliorare le successive edizioni. Di più….vi chiederemo di introdurre il Bilancio Partecipativo … ma ne riparliamo un altro giorno” - così afferma Roberto Saluzzo al primo Consiglio Comunale di Imperia con a capo il sindaco Claudio Scajola.

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