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“Come si divertivano i nostri genitori?”, R24Young alla scoperta della Sanremo degli anni ’80

I luoghi di ritrovo più gettonati erano via Escoffier, le Carmelitane e i Tre Ponti. Come ci si metteva d'accordo? A voce il giorno prima e talvolta "capitava che aspettavi ore"

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Sanremo. Sono numerose le differenze tra la nostra generazione e quella dei nostri genitori: i ragazzi degli anni ’80, quelli che si divertivano con niente. Perché all’epoca non c’era internet, non c’erano telefonini, non esisteva Wikipedia e le ricerche si facevano in biblioteca.

R24Young - collage interviste genitori

A detta dei più grandi, quelli erano “anni d’oro”. Per incontrarsi usava darsi appuntamento volta per volta. “Ci si metteva d’accordo un giorno per l’altro, oppure a scuola, a volte capitava che arrivavi da solo in un posto e dovevi aspettare per ore prima che arrivasse qualcuno”, racconta a R24Young Adriano.

I luoghi di ritrovo erano sempre gli stessi, due o tre a seconda delle compagnie. Via Escoffier, dove un tempo c’erano i parcheggi dei motorini era uno di questi: si arrivava, si parcheggiava e si iniziava a chiacchierare con chi era presente. “Ci s’incontrava dove oggi c’è la statua di Mike Buongiorno, c’erano i parcheggi per le moto e tra amici si usava dire ‘‘ci vediamo dalla Salus  – continua il nostro –. Per esempio, dopo una giornata di studio arrivavamo lì alle 18 e restavamo a chiacchierare fino a tarda sera”.

Dove oggi c’è la nuova stazione, invece, una volta c’era un campo da palla mano: le Carmelitane. Il cosiddetto “pallone” viene ricordato con un grande sorriso e malinconia ”Ricordo che con i miei amici andavamo spesso, nei pomeriggi d’estate o subito dopo pranzo in inverno”. conclude  Adriano. Oggi, il punto di ritrovo si è spostato al campetto della Nike, dove numerosi ragazzi si recano a giocare a pallacanestro.

Anche il Teatro Ariston e via Matteotti facevano parte delle zone frequentate dai giovani dell’epoca. “Il sabato pomeriggio si girava in Via Matteotti, chiamata la ‘vasca’, e poi ci si ritrovava in Piazza Colombo”, ricorda Mario. “Quando eravamo giovani noi il nostro punto di ritrovo era davanti all’Ariston, ci vedevamo e decidevamo tutti insieme che cosa fare, in genere era andare in discoteca o in qualche pub la sera – aggiunge Susanna -. “Sicuramente non eravamo a casa a guardare i cellulari, eravamo obbligati a socializzare, cosa che voi oggi non siete più in grado di fare: noi non eravamo mai soli”. 

Sicuramente con l’avvento dei cellulari e di internet le cose sono cambiate: se i nostri genitori dovevano mettersi d’accordo per uscire nei giorni successivi, noi con un colpo di telefono nell’arco di dieci minuti riusciamo a chiamare gli amici e organizzarci per uscire.

Quarant’anni fa uscivi di casa per recarti all’appuntamento preso una settimana prima, ma non sapevi se trovavi qualcuno. “Capitava di dirsi ‘Ci vediamo venerdì prossimo al solito posto’ e poi magari arrivavi e non c’era nessuno”, ci dice sorridendo Luca.

Nonostante queste differenze alcuni luoghi d’incontro sono rimasti invariati nel tempo. Come la spiaggia dei ‘Tre ponti: un classico,  ci andavano i nostri genitori e continuiamo ad andarci noi. Loro si incontravano in via Escofier, noi lì vicino, in via Gioberti, pronti per fare avanti e indietro in via Matteotti lamentandoci del fatto che “A Sanremo non c’è mai nulla da fare”: un mito che fra due settimane cercheremo di sfatare!

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