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Carcere di Sanremo, detenuto straniero dà una testata a poliziotto che finisce all’ospedale

"E' necessario che il personale sia dotato di adeguati strumenti, compreso il taser con cui affrontare e contenere questa escalation di violenza gratuita", afferma il segretario dell'O.S.A.P.P. Leo Beneduci

Sanremo. Nel primo pomeriggio del 24 luglio, presso la Casa di reclusione di Sanremo, nel tentativo di contenere e limitare la resistenza attiva di un detenuto magrebino, già sottoposto a divieto d’incontro con altri detenuti e noto per precedenti episodi di violenza, all’atto in cui lo stesso doveva essere allocato nella sezione isolamento, mentre il personale si accingeva a condurlo, lo stesso, opponeva resistenza e, successivamente, aggrediva il personale di Polizia Penitenziaria che aveva ricevuto disposizioni di accompagnarlo al reparto in questione. Il predetto sferrava una testata al mento ad uno dei poliziotti penitenziari che stava cercando di contenerlo.

Il poliziotto è stato accompagnato al pronto Soccorso dell’Ospedale di Sanremo. Il detenuto sin dall’inizio aveva posto in essere una protesta contro il provvedimento tanto che si era auto procurato dei tagli alle braccia con una

lametta del tipo consentito imbrattando di sangue il personale intervenuto. A dare la notizia è il Segretario Generale dell’O.S.A.P.P. (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) Leo Beneduci che aggiunge : “Quella del carcere di Sanremo è una storia che purtroppo si ripete molto spesso nelle carceri italiane. Anche i provvedimenti di natura precauzionale previsti dall’ordinamento penitenziario diventano il pretesto da parte di alcuni reclusi facinorosi per compromettere l’ordine e la sicurezza penitenziaria.

Non chiediamo leggi eccezionali o speciali ma, semplicemente l’attuazione e il rispetto delle regole previste nella legge penitenziaria, pena la perdita di credibilità delle istituzioni. Ribadiamo quindi la dotazione al personale di Polizia Penitenziaria di adeguati strumenti, compreso il taser con cui affrontare e contenere questa escalation di violenza gratuita nei confronti del personale di Polizia Penitenziaria già di per sé stremato dalla cronica carenza di personale“.

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