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Autotrasporto: a seguito di incontro con il Ministro Toninelli, differito il fermo all’ultima settimana di settembre

Questo l’esito dell’incontro che si è svolto il 26 luglio scorso con i vertici del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

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Differito a fine settembre il fermo dell’autotrasporto previsto dal 6 al 9 agosto. Questo l’esito dell’incontro che si è svolto il 26 luglio scorso con i vertici del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) per affrontare le tematiche relative alle rivendicazioni che hanno portato UNATRAS (Unione Nazionale Associazioni Trasporto Merci, organismo unitario di coordinamento fra le associazioni di categoria dell’autotrasporto di merci per conto di terzi, cui aderisce CNA FITA), alla proclamazione del fermo dei servizi di autotrasporto già previsto.

All’incontro ha partecipato il Ministro Toninelli, lasciando poi la prosecuzione della riunione al Sottosegretario Edoardo Rixi, che si è distinto positivamente nella mediazione e accordo. I rappresentanti dell’organismo unitario di coordinamento dell’autotrasporto hanno ricordato che le aspettative più stringenti sono legate alla questione di una migliore definizione degli importi delle deduzioni forfetarie per le quali la richiesta è quella della riconferma dei 51 euro riconosciuti lo scorso anno (il comunicato del MEF del 16.7.2018 prevede 38 euro); altrettante principali ed impellenti criticità riguardano: la certezza delle risorse strutturali (48 milioni di euro in meno nel 2019 e 2020; a partire dal 1° Gennaio 2019 taglio del 15% sul fondo destinato al recupero delle accise: 254.655.000 euro in meno) – il contingentamento della circolazione dei veicoli pesanti imposto dall’Austria – il ripristino della piena funzionalità del sistema delle revisioni dei mezzi pesanti presso le Motorizzazioni – la ripubblicazione dei “costi minimi di sicurezza” ed il rispetto dei tempi di pagamento – l’estensione del rinvio della fatturazione elettronica anche agli acquisti di carburante effettuati extrarete.

Il Ministro Toninelli, sul tema delle deduzioni forfetarie, ha informato che sta dialogando con il
Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) per cercare di ottenere un incremento dei 38 euro
ufficializzati dallo stesso MEF. Ha altresì esplicitato di essere perfettamente consapevole che
mantenere l’importo attualmente indicato dal MEF significherebbe non solo disattendere le aspettative delle imprese, ma anche e soprattutto determinare un aumento delle tasse che lui
vuole assolutamente scongiurare o comunque ridurre al minimo.

Il Ministro ha inoltre spiegato che con l’attuale stanziamento dedicato a questa voce, 67,6 milioni di euro, il proporzionale importo da riconoscere avrebbe dovuto essere inferiore a 35 euro.
Secondo il MEF infatti, da alcuni anni, a seguito dell’introduzione nel modello della dichiarazione
dei redditi di alcuni righi e codici dedicati, è possibile individuare esattamente lo stanziamento
complessivo necessario che, per l’anno 2017, a fronte dei 51 euro riconosciuti per i trasporti
effettuati personalmente dall’imprenditore (ai sensi dell’art. 66, comma 5, primo periodo, del TUIR),
è stato di 100 milioni di euro (anche se la cifra ufficialmente stanziata è stata pari a 70 milioni di euro): la riparametrazione di questa cifra ai 67,6 milioni di euro disponibili per il 2018 da un valore per impresa pari a € 34,476 / viaggio fuori comune.

L’indicazione di 38 euro rappresenta pertanto un primo piccolo risultato dello scontro-confronto con
il MEF: Toninelli si è impegnato a proseguire il confronto con il MEF per cercare di ottenere ancora
di più e far emettere, in tempi utili, un nuovo comunicato che vada oltre la sopra richiamata cifra
sottolineando, nello stesso tempo, che non ci sono certezze in tal senso e di non aspettarsi
incrementi eccezionali.

Prime risposte concrete che, stando a quanto affermato dal Ministro, dovrebbero arrivare con il
riconoscimento di maggiori deduzioni da ufficializzare con un nuovo comunicato MEF da emettere
prima del 20 agosto 2018.

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti si è quindi impegnato ad istituire ed avviare, entro
settembre, un tavolo di confronto palesando così la volontà di affrontare quanto prima le pesanti
difficoltà che affliggono le imprese di autotrasporto e lavorare per un processo di ristrutturazione
del settore nel comune interesse di stabilire regole certe e garantire la competitività delle imprese
italiane.

Il Ministro a fronte di questi impegni ha chiesto di concedergli il tempo minimo necessario per
avere riscontri dal MEF e per avviare il tavolo permanente di confronto e pertanto di revocare il
fermo nazionale dei servizi di autotrasporto. I membri di UNATRAS hanno ritenuto il confronto utile per l’avvio di una interlocuzione ma senza risposte concrete per le rivendicazioni avanzate dalla categoria.Nonostante ciò, UNATRAS ha apprezzato l’apertura e l’impegno manifestato, anche dal
Sottosegretario Rixi, per questo motivo ha ritenuto, all’unanimità, di attendere l’esito di quanto
dichiarato dal Ministro senza revocare il fermo programmato dal 6 al 9 agosto, ma di differirlo
all’ultima settimana di settembre.

“Abbiamo apprezzato l’impegno del ministro ad avviare un tavolo permanente a settembre e la
promessa di fornire concrete risposte ai problemi sottoposti, a partire dalle deduzioni forfetarie”, è il commento di CNA. “In merito alle deduzioni, abbiamo ricordato al Ministro che si tratta di un beneficio essenziale per la sopravvivenza delle migliaia d’imprese artigiane e, così come individuato con il comunicato MEF n°112/2018, comporterebbe un maggior aggravio, tra IRPEF e INPS, in media di circa2.500 euro per una platea di oltre 33 mila imprese. Confidiamo pertanto nell’impegno di giungere al riconoscimento di maggiori deduzioni da ufficializzare con un nuovo comunicato MEF da emettere prima del 20 agosto 2018, termine ultimo per effettuare il pagamento delle tasse con la sola maggiorazione dello 0,40%“.

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