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Artigianato, Imperia la sola provincia ligure che ha visto crescere le microimprese

Nel corso dell'anno sono aumentate dello 0,8% per un totale di 3.749 unità. Dati: Ufficio studi di Confartigianato

Imperia è l’unica provincia ligure a registrare nell’anno un aumento dello 0,8% delle microimprese artigiane (3.749) e delle imprese complessive del settore (5.236, +0,7%). E’ quanto emerge dall’ultima indagine condotta da Unioncamere-Infocamere sui dati dell’Ufficio studi di Confartigianato e che posiziona l’Imperiese al terzo posto nella classifica nazionale del trend delle costruzioni artigiane, dopo Ragusa e Reggio Calabria.

Secondo lo studio, le costruzioni liguri di stampo artigiano nell’ultimo anno hanno retto registrando un calo dell’1% a fronte di un -1,8% nazionale. Dopo quella della Campania (-0,8%), si tratta del trend meno negativo d’Italia. Nel dettaglio, i numeri (al I trimestre 2018) parlano di 21.123 microimprese artigiane delle costruzioni, il 72,4% del totale delle imprese liguri del settore (sono 29.186, diminuite dello 0,4% nell’ultimo anno, contro il -0,7% nazionale).

Genova concentra la maggior parte delle realtà artigiane delle costruzioni, sono ben 10.709, diminuite dello 0,9% rispetto al primo trimestre dello scorso anno. In totale si contano nella provincia 14.735 (-0,2%). I numeri di Savona: 5.778 imprese totali del settore (-1,7%), 4.486 quelle artigiane (-2,4%), è tra le province con la maggior incidenza artigiana d’Italia (77,6%, ottava in classifica). Alla Spezia si contano 2.179 microimprese artigiane edili, diminuite dell’1,9% in un anno. In totale il settore conta 3.437 realtà, per loro un trend in calo di mezzo punto percentuale.

A livello generale, nel periodo 2007-2016 il valore aggiunto prodotto dalle costruzioni in Liguria è passato da 2,135 a 2,232 miliardi. L’aumento è di 97 milioni, pari al +4,5%, seconda posizione in Italia. Solo tra 2015 e 2016 la crescita è stata di 88 milioni. Un trend in controtendenza rispetto a quando avviene nel resto del Paese, con il valore aggiunto crollato di oltre 14,4 milioni di euro in 10 anni (passato da 86,4 milioni a 71,9 milioni, -16,7%). A trainare sono le province* di Genova (1,2 miliardi) e La Spezia (272 milioni), rispettivamente con una crescita dell’8,9% e del 12%. Cala invece il valore aggiunto prodotto a Savona (438 milioni, -14,7%) e a Imperia (263 milioni, -13,4%).

Se la dinamica di lungo periodo del valore aggiunto risulta complessivamente positiva in regione, si può dire che quella dell’occupazione “regga”, rispetto al resto d’Italia. Gli addetti nel settore sono passati dai 48 mila del 2008 ai 46 mila del 2017, con un picco di crescita nel 2016 (50 mila occupati). Il trend nei 10 anni è negativo del 4,5%, ma risulta il migliore a livello nazionale: al secondo posto in classifica si piazza il Trentino Alto Adige, con -8,6%, terza la Toscana (oltre il -20%). In Italia il calo risulta del -0,3%.

«Luci e ombre nel settore delle costruzioni artigiane in Liguria – scrive in una nota Vito Mangano, presidente del settore costruzioni di Confartigianato Liguria – Incoraggiano i numeri positivi legati al valore aggiunto prodotto, mentre l’occupazione, seppur con un calo molto meno deciso rispetto alle altre regioni d’Italia, deve ancora stabilizzarsi. Giudichiamo positivamente i recenti accordi sottoscritti con la Regione Liguria e il Comune di Genova e chiediamo al nuovo governo un deciso intervento sullo snellimento della burocrazia e la rivisitazione del codice degli appalti».

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