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A Triora si festeggia un santo “sconosciuto”: Tuscus

Del santo, venerato da secoli, si hanno pochissime notizie

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Triora. Domenica 8 luglio verrà festeggiato a Triora un santo di cui si hanno ben poche notizie, ma che a Triora è sempre stato venerato e festeggiato, dall’anno 1783, la seconda domenica di luglio. Il nome del santo non era sicuramente quello indicato, ma gli deriva dalla scritta apposta sulla tomba, Tuscus, ovvero semplicemente “toscano”. Le reliquie del martire, prelevate verso la metà del XVIII secolo dalle catacombe di san Callisto in Roma, furono spedite dagli Agostiniani di Roma al marchese Giuseppe Maria Durazzo di Genova il 9 aprile 1744. In seguito pervennero al triorese padre Antonio Maria Stella della Compagnia del Gesù, il quale le donò alla collegiata verso l’anno 1755 quand’era parroco di Triora Giovanni Francesco Panizzi. Le ossa furono poste in un un’urna lignea artisticamente lavorata e dorata sull’apposito altare della collegiata di Triora.

Nel 1848, temendo il saccheggio o la requisizione da parte di truppe sia nazionali che estere, l’allora prevosto Gio Batta Guidi fece costruire una statua d’argento rappresentante un guerriero che dorme, ed un vaso dello stesso materiale. Di quanto sopra venne redatta una dichiarazione, presente il vescovo di Ventimiglia mons. Lorenzo Biale, il sindaco Gio Batta Bonfante ed i fabbricieri (Giauni Gio Batta, Francesco Orengo, Gio Batta Borelli, avv. Pietro Capponi) al fine di collocarvi le sacre reliquie. Le spese furono sostenute dal marchese Luigi Stella. L’urna era un tempo portata in processione dai sacerdoti nel giorno della festa di san Tusco. Tanta fu la devozione dei trioresi verso il santo che venne eretto un massaro per meglio organizzare la festa della seconda domenica di luglio. Ad un calzolaio triorese fu apposto il nome di Tusco ed un ramo della famiglia Borelli continua tutt’oggi a chiamarsi con il soprannome del misconosciuto martire cristiano.
E’ tradizione che nel giorno della festività del santo abbia luogo una fiera, detta “di luglio” o “di san Tusco”, con i banchetti esposti lungo le Spianate, cioè corso Italia.

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