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Vallecrosia, la replica di Giuseppe Ierace (Cittadini in Comune) all’appello dei Salesiani

"In un contesto storico come il nostro, dove spesso si dimentica che la famiglia è primo luogo di formazione di giovani, pensiamo che ci sia bisogno di figure che possano dare esempio di vita morale, civica e professionale" dichiara Ierace

Vallecrosia. Giuseppe Ierace, candidato della lista Cittadini in Comune, risponde all’appello dei Salesiani:

Alla luce della realistica analisi fatta dagli operatori salesiani, anche noi “Cittadini in Comune” pensiamo che in un contesto storico come il nostro, dove spesso si dimentica che la famiglia è primo luogo di formazione di giovani, ci sia bisogno di figure in ogni ambito che possano dare esempio di vita morale, civica e professionale.

Il contesto in cui viviamo fa vedere ai giovani esempi di adulti che per emergere non badano a nulla, sia in ambito professionale che istitutivo, da qui il disinnamoramento alla politica, al bene comune, alla socializzazione. I genitori, obbligati per sopravvivere a lavorare entrambi, hanno poco tempo e forze per curare i rapporti con i propri figli e quindi, alla fine di una giornata lavorativa, è più facile accontentarli piuttosto che ascoltarli e rapportarsi con loro.

Sicuramente un governo centrale attento alle esigenze delle famiglie metterebbe in campo una serie di accorgimenti che permetterebbero almeno ad un genitore di coordinare il tempo lavorativo con i bisogni della propria famiglia. Pensiamo che alcune realtà educative possano dire ancora qualcosa: i salesiani, le parrocchie, le associazioni cattoliche che si occupano di ragazzi (agesci, acr, focolari e altre ancora) e tutte le associazione sportive.

Noi nel nostro programma abbiamo pensato a dare voce alla famiglie con il progetto “Citta’della Famiglia” . In che modo? Riunendo con la consulta delle associazioni famigliari tutte quelle persone che in vari ambiti si occupano di famiglie per sentire i reali bisogni ,progettare e costruire insieme. L’educazione fa parte dei vari aspetti della genitorialità ma bisogna aiutare le famiglie a farlo. L’idea sarebbe di istitutire un tavolo permanente, dove l’amministrazione si prenda l’onere di coordinare i lavori dedicando un consigliere al progetto che riunisca tutte le figure che in qualche modo hanno a che fare con i ragazzi.

Chiamare in causa le scuole, comitato genitori, le parrocchie, le associazioni cattoliche e sportive e le forze dell’ordine aiuterebbe a mettere in campo progetti comuni e condivisi. Un piccolo esempio è il progetto di “Educativa di strada”, messo in campo dalle associazioni La mia Citta e il Borgo Antico a Vallecrosia Alta in collaborazione con animatori esperti che hanno interagito con una quindicina di ragazzi portandoli a socializzare e giocare insieme, curando le relazioni fra di loro .

Con poco si può fare molto e di grande importanza è lavorare uniti sulla prevenzione piuttosto che reprimere dopo. Quindi, ogni città si doti di un proprio tavolo permanente e questi, uniti in rete, condividano le idee e progetti da mettere in campo per formare uomini nuovi”.

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