Vallecrosia, Armando Biasi torna in Comune da sindaco: “Ricomincio da dove ho lasciato per il bene della città” fotogallery

A Biasi deleghe al Personale e al Bilancio: "Per le altre, ragionerò in base a professionalità, tempo e competenze"

Più informazioni su

Vallecrosia. “Ricominciare da dove ho lasciato, lavorare per il bene della mia città e soprattutto, attraverso la mia forte passione e la serietà che mi contraddistingue, ridare un’identità a questa città”. Lo ha detto il nuovo sindaco della Città della Famiglia, Armando Biasi, al suo insediamento a palazzo comunale. Il primo cittadino non ha nascosto “una grande soddisfazione personale”: quella di ritornare a ricoprire un ruolo che aveva lasciato, prima della fine del mandato, nel 2011.

Armando Biasi torna sindaco, le immagini dell'insediamento in Comune

Ancora nessuna indiscrezione sui nomi dei futuri assessori: “Ci incontriamo domani come gruppo”, ha detto Biasi, “Ho voluto dare 48 ore di riposo ai ragazzi perché si godessero il momento e recuperassero le energie psico-fisiche”. Di certo, però, è che ci saranno molte donne: così come prevede la legge, che fissa un 50% di “quote rosa” nella giunta, ma soprattutto così come vuole il nuovo sindaco, che punta a incrementare la presenza femminile nella sua squadra. Biasi terrà per lui le deleghe al Personale e al Bilancio: “Sono il cervello che fa funzionare tutta la macchina. Per il resto ragionerò per competenza, tempo e professionalità”.

“Il primo provvedimento in assoluto sarà quello di capire lo stato dell’arte delle cose, perché mi hanno insegnato che prima di fare delle cose nuove bisogna capire a che punto sono le vecchie”, ha poi spiegato Armando Biasi,  “Con il precedente sindaco, che incontrerò a breve e che ho trovato molto disponibile, cercherò di capire le pratiche più importanti in essere in modo da portarle avanti con equilibrio”.

Grande importanza verrà data anche alla programmazione: “Con il supporto dei funzionari”, ha detto il sindaco, “Vedremo cosa sarà fattibile fare nei primi tre mesi, nel primo anno e nei cinque anni”. 

 

Più informazioni su