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Taggia, gli operai fanno troppo rumore e lui li minaccia con una pistola: arrestato dai carabinieri

I due fratelli, infastiditi dal frastuono degli attrezzi utilizzati dagli operai, entrambi di origine egiziana, intorno alle 14 anno preteso la conclusione dei lavori, ricevuto un secco “no”, i due si sono presentati al cantiere con pistola ed un cutter

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Taggia. I carabinieri della locale Stazione insieme a quelli di Badalucco hanno tratto in arresto in flagranza E.L., cl. 67 e denunciato il fratello D.L. cl. 59, entrambi pregiudicati italiani, per aver minacciato gli operai che stavano eseguendo dei lavori di ristrutturazione nel condominio adiacente alla loro abitazione.

Secondo la ricostruzione effettuata dagli investigatori dell’Arma, i due fratelli, infastiditi dal frastuono degli attrezzi utilizzati dagli operai, entrambi di origine egiziana, intorno alle 14 anno preteso la conclusione dei lavori. Ricevuto un secco “no”, i due si sono allontanati per 10 minuti per poi ritornare al cantiere brandeggiando rispettivamente una pistola ed un cutter. Il fratello minore, dopo averla puntata all’indirizzo dei muratori, ha armato due volte la pistola espellendo un colpo rimasto inesploso mentre l’altro li minacciava di morte mimando il gesto del “taglio” con il cutter.

La scena è stata vista da alcune persone del vicinato che hanno chiamato il 112, ma alla vista della pattuglia i malviventi si sono dati alla fuga a bordo di due ciclomotori. Ricostruita la dinamica e recuperato il proiettile espulso sul luogo dell’evento, i carabinieri della Stazione di Arma di Taggia con l’ausilio di quelli di Badalucco e dei militari del Nucleo Operativo hanno setacciato l’intero territorio comunale ed organizzato posti di controllo nelle vie adiacenti l’abitazione dei due che sono stati individuati e fermati dopo circa un’ora dalla fuga.

La successiva perquisizione domiciliare ha consentito di rinvenire, in una cassettiera ubicata nella cantina della loro abitazione, il cutter e una pistola cal. 6,35 con un colpo in canna e serbatoio contenente cinque proiettili, smarrita nel 1982 da una donna a Sanremo.

Il fratello minore è stato arrestato e sottoposto agli arresti domciliari con l’accusa di manaccia aggravata, ricettazione, detenzione illegale e porto abusivo di arma comune da sparo, mentre l’altro è stato deferito per minaccia aggravata e porto di armi ed oggetti atti all’offesa. Per i due operai solo un grosso spavento: l’immediata attività repressiva condotta dai carabinieri ha consentito di evitare conseguenze ben più gravi e ristabilire la sicurezza e la tranquillità dei cittadini del quartiere.

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