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Stampa online contro tassa sui link: regalo ai grandi editori pagato dai piccoli

Nonostante le forti critiche della stampa online e i molteplici tentativi di dialogo con le diverse forze politiche, la Commissione Giustizia ha adottato l’articolo 11 della Direttiva per il Copyright nel mercato unico digitale

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La riforma comunitaria del diritto d’autore spaventa i piccoli editori digitali. Come spiega una nota dell’Associazione nazionale stampa online (Anso) contro l’articolo 11 della direttiva sul copyright nel mercato unico digitale adottato dalla Commissione Giustizia della Ue, il rischio è quello di “favorire i grandi a discapito dei piccoli”, “stravolgendo le regole e minacciando la libertà di informazione in senso ampio”.

Il Parlamento Europeo, ricorda la nota, ha appena espresso il suo consenso all’istituzione del cosiddetto “neighbouring right”. Nonostante le forti critiche della stampa online e i molteplici tentativi di dialogo con le diverse forze politiche, la Commissione Giustizia ha adottato l’articolo 11 della Direttiva per il Copyright nel mercato unico digitale con 13 voti a favore e 12 contrari, sotto la direzione del relatore cristiano democratico Axel Voss. E se la totalità dei membri del parlamento avallasse la decisione, il Parlamento sarà pronto a cominciare le negoziazioni con il Consiglio già dopo l’estate, fa notare l’Anso.

“Il “neighbouring right”, introdotto attraverso l’adozione dell’articolo 11 della Direttiva sul Diritto d’autore nel mercato unico digitale, obbligherà chi condivide/linka/riproduce contenuti editoriali a remunerare chi li ha prodotti”, spiega Matteo Rainisio, vicepresidente di Anso. E aggiunge: “Tale misura, sbilanciando le regole di mercato e penalizzando gli aggregatori di notizie, avrà effetti devastanti sui nostri modelli di business e sulla libertà di informazione in senso ampio”.

“Questo risultato delude profondamente noi e tutta la stampa digitale online sia italiana che europea”, prosegue Rainisio. “Anso, insieme con la Coalizione degli Editori Digitali Europei, si era già espressa contro questa riforma durante tutto il procedimento legislativo, iniziato nel 2015. Abbiamo cercato il dialogo con la Commissione Europea prima e con il Parlamento Europeo poi, sperando in una loro apertura a soluzioni più ragionevoli e digital-friendly. Siamo profondamente rammaricati che la nostra voce non sia stata ascoltata”.

La decisione della Commissione giustizia non è definitiva – prosegue la nota – ma passerà al vaglio della plenaria del Parlamento Europeo nella sessione di luglio. Le nuove regole procedurali, recentemente adottate, permettono a 75 membri del Parlamento di richiedere una nuova valutazione e, potenzialmente, spingere per una ulteriore revisione della norma attraverso la riapertura del procedimento legislativo. Si prevede che Julia Reda, Eurodeputata e rappresentante del Partito dei Pirati, da sempre contraria al “neighbouring right”, sarà a capo di tale coalizione e contesterà il risultato della votazione di ieri.

“Speriamo”, conclude Rainisio, “che la Plenaria riconsideri la decisione della Commissione giustizia e prenda in considerazione i molti fatti e le numerose prove concrete che testimoniano l’inefficacia del “neighbouring right”. Supportiamo la decisione di contestare tale posizione in Plenaria e continueremo ad offrire la nostra conoscenza del settore attraverso una opposizione costruttiva, ma decisa”.

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