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Taggia, “La nostra splendida avventura insieme all’Azione Cattolica” foto

"L'Ac diocesana che ha voluto e organizzato la manifestazione si dichiara soddisfatta del risultato"

Taggia. Scrive Valeria Ammirati: 

“La nostra splendida avventura, sabato sera a Taggia, è stata grandiosa. Non per essere autoreferenziali o per malcelata vanagloria: lo dicono i numeri. Una Chiesa stracolma – più di 400 persone hanno seguito la santa Messa celebrata dal Vescovo monsignor A. Suetta, insieme a mons. Careggio e mons. Lupi, oltre agli assistenti attuali, agli ex assistenti, ai sacerdoti della Diocesi e a don Antonio Arnaldi che ci ha ospitati – e, a seguire, circa 200 persone hanno scelto di partecipare alla festa, presso il campo sportivo di Taggia.

Doverosi i ringraziamenti, collettivi per evitare di dimenticare qualcuno, rivolti a tutti coloro che a vario titolo hanno reso possibile che tutto ciò accadesse: per realizzare ciò il lavoro è cominciato mesi fa e decine sono coloro che si sono messi a disposizione in gratuità e silenzio.

Come in ogni festa di AC hanno partecipato grandi e piccoli: nonni, genitori, figli, nipoti, amici e simpatizzanti. Tutti insieme lanciatissimi nei balli o nei canti, insieme nel ricordo e nelle emozioni, insieme nel mettersi in gioco e nel giocare, insieme nella preghiera per non dimenticare il motivo, l’occasione che ci ha riunito: i 150 della nostra associazione.

Quel “santi della porta accanto” che campeggiava sulle nostre magliette ci ricordava le parole del Santo Padre nella sua ultima esortazione apostolica “Gaudete et exsultate”: “è nella vocazione tipicamente laicale a una santità vissuta nel quotidiano che potete trovare la forza e il coraggio per vivere la fede rimanendo lì dove siete, facendo dell’accoglienza e del dialogo lo stile con cui farvi prossimi gli uni agli altri, sperimentando la bellezza di una responsabilità condivisa”

L’Ac diocesana che ha voluto e organizzato la manifestazione si dichiara soddisfatta del risultato, e spera vivamente che il ricordo delle origini “ …. quel lontano 29 giugno 1867” sedimenti nel cuore dei presenti e diventi sempre più roccia su cui edificare il nostro futuro: oggi più che mai è necessario avere dei riferimenti saldi, dei principi di valore e il ricordo di quelle “grandi persone” che hanno fatto la nostra storia non ci possono lasciare indifferenti. Anche a livello locale, il pensiero va a Francesco, Silvia e Giulio che pur non essendo più tra noi in tanti portano tuttora nel loro cuore e che, nel loro essere “santi della porta accanto”, hanno contribuito a far sì che la nostra splendida avventura fosse ancora più luminosa.

L’Ac è “un seminario di vocazioni laiche” (cit. F.P.), è una storia di passione per il mondo e per la Chiesa ricordava il Papa in piazza san Pietro all’inizio di questi festeggiamenti: “… fare memoria di un lungo itinerario di vita aiuta a rendersi consapevoli di essere popolo che cammina prendendosi cura di tutti, aiutando ognuno a crescere umanamente e nella fede, condividendo la misericordia con cui il Signore ci accarezza. 

Grazie veramente di cuore: questa splendida avventura continuerà la sua strada”.

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