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Sanremo, continua nel foyer di porta Teatro la mostra “Le Regine” di Elisa Traverso

L’esposizione è stata prorogata sino al 17 giugno

Sanremo.   Prosegue sino al 17 giugno l’esposizione dedicata a “Le Regine” di Elisa Traverso, in collaborazione con il Circolo degli Artisti di Albissola.
Le colorate intense “Regine” dominano il foyer del Teatro dell’Opera e guardano con i loro grandi occhi i visitatori, scrutando anime e vite.
Partendo dalla sua formazione culturale ottenuta frequentando i corsi al liceo Barabino in Genova (tra l’altro è stata allieva di Rocco Borella), poi quella all’Accademia Albertina in Torino, Elisa Traverso Lacchini si è valsa, anche, dell’incontro con i suoi allievi che, certamente molto avranno appreso dal suo insegnamento, ma Lei, a sua volta, ha saputo arricchirsi dalla straordinaria sensibilità dei giovani. L’arte del suo passato (dai ritratti ai paesaggi) è oggi più libera, se vogliamo, nella tavolozza dei colori dove i verdi, i gialli, i blu smaltati e scanditi da melodiose pennellate ascoltano, intendono, hanno imparato ad esprimere la voce appartata delle cose.
La mostra non ha mai abbandonato il disegno, riempiendo fogli e fogli di righe, di segni sensibili che compongono i volti dei suoi cari, la spiaggia della sua gioventù arrivando a certi “racconti”, anche allegorici, legati al mare, alle sirene, agli incanti degli abissi dove i colori acquistano un “volto”, sono i protagonisti di una emozione, colorano una farse delle sue composizioni, sempre ben calibrate e interpretate.
La Traverso ha ormai raggiunto una sua libertà interpretativa che va aggiunta alla qualità pittorica. Queste prove, ormai, sconfinano, quasi nel intenzionalmente o a prima vista non finito, infatti la Pittrice è affrancata da ogni sorta di compiacimento espressivo: inserisce, mi pare di poter dire, l’anima ed il cuore nel suo lavoro creativo. Trae lezione dalle cose per la vita.
Le sue cose sono una sorta di domanda sospesa nell’aria, nell’attesa di una risposta singola e corale. Sono respiri di sé da offrire a chi guarda per conoscere meglio il mondo ed il sé. Il colore, molto spesso,  è steso in una sorta di onda che rammenta il mare, il suo moto, in una sorta di sottolineatura ed apparente sparizione di immagini, di pensieri, di rimembranze improvvise e vivide: un’onda narrativa forte, coinvolgente ma momentanea come l’onda che del mare dove tutto ritorna e si rinnova all’infinito.
Il colore dà “volto” al pensiero della Pittrice, lo coglie nel suo progredire, lo anticipa, lo veste di meraviglia. Il  paesaggio s’imprime nelle cose, nelle figure e diventa una specie di supporto o di appiglio dell’immagine o del desiderio. Spesso queste composizioni sembrano sospese nell’aria, hanno al loro interno una valenza metafisica, poi diventano paesaggi veri e propri regalando emozioni a chi guarda , catturando la luce del momento. Mi sembrano, anche, appunti stralciati dal taccuino personale dell’artista, dal suo diario di famiglia, dal suo vissuto di insegnante, di donna, di madre e di nonna., che ne sottolineano i particolari stati d’animo, sempre, comunque, positivi.
Elisa Traverso Lacchini s’interroga sempre, si rinnova, cambia registro, è curiosa, indaga le varie tecniche andando al di là della mera abilità settoriale; dalla finestra del suo studio ha orizzonti infiniti verso il mare ed il cielo da indagare. Sente la meraviglia dell’arte, cerca di percorrerla, si rinnova nelle difficoltà del tempo e ciò la costringe a porsi delle domande, a cercare delle risposte, tutto ciò crea la volontà e l’urgenza dell’invenzione e di sondare l’anima del mondo.

SILVIA BOTTARO

Elisa Traverso Lacchini è nata a Savona dove vive e lavora. Si è diplomata al Liceo Artistico ”Nicolò Barabino” di Genova ed ha frequentato l’Accademia Albertina di Torino. E’ stata insegnante di Discipline Pittoriche, Disegno ed Educazione Artistica nei Licei e nella scuola Media. Ha iniziato nel 1965 la sua attività come “artista” esponendo le sue opere pittoriche, grafiche e plastiche e proseguendo fino ai giorni nostri pur con lunghi periodi di assenza. Ha partecipato alle numerose manifestazioni culturali promosse a livello provinciale e nazionale.
Molti suoi quadri, ceramiche e disegni fanno parte di collezioni pubbliche e private.
La stessa Elisa Traverso ha scritto di sé in occasione della Personale” alla Galleria del Cavallo:

“…non dipingo di getto, ma ogni traccia di linea e colore sul foglio e sulla tela sono il frutto di ripensamenti continui; penso e rimugino, traccio schizzi, cancello e rifaccio affinchè la composizione, le linee e i colori siano al posto giusto, e allora mi fermo…Fermi restando i colori e, in genere, la scelta dei soggetti, mi ritrovo spesso a rimettere in discussione le esperienze fatte e a ricominciare: un po’ perché sono inquieta e curiosa e mi piace cambiare, molto perché le conoscenze di storia dell’arte mi hanno sempre condizionato…Dal 1962 al 2003 ho disegnato tanto ed ho dipinto ad olio molto poco, sempre in funzione “didattica” per le lezioni che mi aspettavano a scuola, dall’argomento obbligato e precedentemente fissato…Dal 2003 ho ripreso a dipingere in modo sistematico, abbandonando volutamente i soggetti di sapore impressionista anni ’70 e cercando temi legati al mondo marino. Io adoro il mare…La mitologia mediterranea sul mare con sirene, mostri e pesci fantastici ecc. ecc. mi ha sempre incantata. Infine anche la figura simbolica della madre terra rientra nella mitologia e le immagini delle veneri preistoriche mi hanno sempre affascinata. Sono sempre stata innamorata dei Fauves, di Matisse e di Vlaminck con i loro colori puri accostati in modo irreale e in parte dall’espressionismo di Munch – senza i suoi contenuti drammatici – ma solo per il tipo di pennellata grande, larga, ondulata.
Anche se sembra in parte non congruente con i movimenti che ho citato, un amore appassionato mi lega all’Art Nouveau sempre per l’uso della linea curva, elegante, sensuale, e per i temi legati al mondo vegetale. Il Surrealismo è l’altro mio grande amore, perché mi libera dalle immagini precostituite e mi dà la libertà di inventare…Non mi sono mai piaciuti i quadri di ispirazione politica, sociale…Fin da giovane ho sempre pensato all’arte come una splendida evasione nel mondo della bellezza e della storia. Questo aspetto del mio sentire si è rafforzato negli anni….”.

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