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Opinioni di ‘Imperia di tutti’ sulla tutela dei generi a rischio: la candidata Antonella Viale illustra il programma

"È importante, nel contesto di una tutela concreta, sensibilizzare con ogni mezzo le forze dell’ordine sulle tecniche di ascolto e accoglienza"

Imperia. Scrive Antonella Viale, candidata nella lista ‘Imperia di tutti’.

 

“L’attualità politica fa venire i brividi, alcuni nuovi ministeri sono inquietanti. Ma si inseriscono bene, all’apparenza, in un tessuto sociale poco sensibile ai problemi di genere, si tratti di violenza sulle donne -solo in Italia il #metoo è stato poco seguito, quando non sbeffeggiato- o di omofobia e transfobia. Quindi parliamo subito delle misure di base per tutelare persone che saranno sempre più vulnerabili: parliamo di questioni di genere, di tutti i generi a rischio.
Il programma di Imperia di tutti espone già diffusamente alcune forme di tutela delle donne vittime di violenza e di incentivi o aiuti al lavoro di quelle in condizioni disagiate e con figli piccoli. Ma abbiamo anche altri obiettivi, che per noi sono i requisiti minimi richiesti a un ente locale che si proponga di avere cura delle cittadine e dei cittadini.
Il centro antiviolenza di via Matteotti è troppo esposto, è necessario trovare un’intesa con l’ASL e il comune di competenza per spostarlo all’interno del Pronto soccorso e aprirne uno nuovo nel consultorio famigliare: sono luoghi abbastanza protetti, il personale sanitario può intercettare le vittime e indirizzarle verso il servizio. È urgente inoltre aprire un portale web che affronti l’argomento, fornisca indirizzi e una prima assistenza/consulenza in chat.
È importante, nel contesto di una tutela concreta, sensibilizzare con ogni mezzo le forze dell’ordine sulle tecniche di ascolto e accoglienza.
I requisiti minimi di un ente locale sulla tutela dei generi non sono tanto differenti e intendiamo farcene carico. Per fortuna si può contare su associazioni riconosciute e molto affidabili come l’A.ge.d.o (Associazione genitori, parenti e amici di omosessuali) e le Famiglie arcobaleno. Con la loro collaborazione, anche per trovare i luoghi più adatti, si dovrebbero aprire sportelli di aiuto LGTB e un altro portale che offra informazioni e consulenza su scala locale, attrezzare il centro antiviolenza che ho appena descritto anche per questo tipo di accoglienza e soprattutto programmare sistemi di protezione e tutela per giovani e adulti.

Iniziando dai programmi contro omofobia e transfobia nelle scuole, in accordo con il provveditorato e con l’aiuto dell’A.ge.d.o; non limitarsi a una sensibilizzazione generica delle Forze dell’ordine, ma richiedere che vengano organizzati i corsi sulla prevenzione e contrasto dei crimini d’odio e delle discriminazioni contro le persone LGTB. E soprattutto essere d’esempio nella vita quotidiana, impegnare tutti i gruppi consiliari della nostra lista e di quelle che hanno il nostro stesso obiettivo a servirsi sempre, in pubblico e in privato, di un linguaggio e di argomenti adatti e rispettosi”.

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