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Luca Lanteri grida al tradimento del Partito democratico. E potrebbe avere pure ragione

Il genovese Giovanni Gaggero, assessore designato all'Urbanistica garante in extremis della nomenclatura Pd e “arcipelago Abbo”, non è bastato a far girare la macchina dei voti dalla parte del centrodestra

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Imperia. Luca Lanteri imputa ai voti del Partito democratico confluiti su Claudio Scajola e non su di lui la causa della mancata “remuntada” al ballottaggio. L’ex vicesindaco è una vecchia volpe della politica quindi non parla certo a vanvera. Anzi, la sua sembra proprio la rivendicazione di un tradimento.
Anche il suo “guru” Mauro Ferrari ha scritto nella notte sul profilo Facebook la seguente frase: “Con 300 voti in più Luca Lanteri diventava sindaco…”. Non una considerazione buttata li dato lo spessore del personaggio. Il segretario provinciale dei “dem” Pietro Mannoni si è affrettato a scaricarsi e a scaricare il suo partito da responsabilità in favore di uno o dell’altro contendente. Certamente qualcosa nei 15 giorni tra il primo turno e il ballottaggio di San Giovanni è successo. Linea tra Genova e Imperia rovente e, forse, si è cercato di concretizzare l’accordo sottobanco solo in extremis. Proviamo a ipotizzare sulla base dei fatti. A 3 giorni dalla riapertura delle urne Luca Lanteri “nomina” assessore all’Urbanistica Giovanni Gaggero, responsabile del settore Pianificazione della Regione Liguria in pensione, genovese. Un autogoal ? Gaggero non è giovanissimo, non il massimo, quindi, per una coalizione che per tutta la campagna elettorale ha cantato “Giovinezza, Giovinezza” in contrapposizione a Scajola ed è pure “foresto”.

Non era bastata la lezione del primo turno che aveva visto, senza successo, in prima linea proprio i genovesi Giovanni Toti, Edoardo Rixi e quasi l’intera giunta regionale? Possa essere consentito non crederci. Gaggero, considerato il “papà” della Pista ciclabile doveva essere il “garante”, l’ufficiale di collegamento con la nomenclatura del Partito democratico a tutti i livelli e dell’arcipelago che faceva capo al candidato sindaco del centrosinistra Guido Abbo autore di un mezzo endorsement tramite il solito sito on line usato, ormai, come “O.P” di Mino Pecorelli, l’agenzia di stampa politica degli anni Settanta. Ma “Imperia al centro” e “Laboratorio” forse si sono dimenticati (o forse no) che dietro la faccia pulita di Luca Lanteri (ai politici, tutti, meglio sempre verificare anche il sottocoda prima di dare giudizi), alle magliette azzurre, ai flash mob, c’erano i simboli di Lega e Fratelli d’Italia, in pratica il “fascioleghismo” fatto a sistema che ogni liberaldemocratico che si rispetti dovrebbe temere come la peste. Discorso diverso per i socialisti di “Imperia di tutti” che avevano in ballo l’ingresso in Consiglio comunale di Roberto Saluzzo, quindi in qualche modo interessati.

Evidentemente qualcosa si è inceppato e sono mancati i voti recriminati da Lanteri a caldo nella notte della sconfitta e da Ferrari.

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