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La “grande bellezza”: ideale di un moderno degrado della città

Ogni luogo ha le sue meraviglie, siano anche solo dettate dai ricordi e dai profumi dell’infanzia, della giovinezza

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Sono sempre più convinto che la “bellezza” possa aiutare le città a ritrovare un’anima. Ogni volta che osservo una situazione di degrado urbano quasi sempre vedo in esso l’accompagnamento sociale dato da trascuratezza, dall’assenza di quei piccoli gesti dettati da un educazione che non vedo ormai più da molto tempo.

Sembra ormai che gettare cartacce in ogni luogo, sigarette, non raccogliere le deiezioni canine, abbandonare tanto al mare quanto in montagna i resti del picnic sia talmente abituale che quasi non ci si indigna nemmeno più e senza una civile e comune indignazione questi atti si moltiplicano divenendo quasi figli della consuetudine. E la mancanza cronica di cultura la fa da padrona.

In un momento di crisi, ci si dovrebbe aggrappare alla cultura, in ogni campo. La cultura di una città non è banalmente andare a teatro o ascoltare rapiti ed emozionati un’opera lirica, rifugiarsi nelle sale per una rappresentazione teatrale, ascoltare un’orchestra sinfonica o visitare mostre e musei. La cultura di una città è data da come gli abitanti vivono la stessa e da come la stessa cultura di una città viene tramandata di generazione in generazione.

Un passaggio questo venuto a mancare nell’ultimo decennio e baluardo di pochi. Il degrado urbano ci porta da una situazione migliore ad una peggiore, senza mezzi termini. Assume forme semplici come aiuole trascurate, giardini con erba da tagliare da mesi, sporcizia. Facciate decadenti, strade in pessimo stato di manutenzione, venditori abusivi e microcriminalità.

E tutto questo accade in luoghi meravigliosi, dove storia e architettura si intrecciano e guardano con grande dispiacere il magma del degrado che avanza e che tutto avvolge.

E’ solo colpa nostra, di tutti noi che abbandoniamo le città a se stesse, abbassiamo lo sguardo e guardiamo mestamente i nostri piedi che, un passo dopo altro, ci portano sempre più lontani dal piacere di vivere, condividere e respirare la città come una grande e meravigliosa “casa” comune. La città della cultura è cultura della città. Ci si arriva, attraverso azioni mirate, servizi, impianti sportivi funzionali, decoro e arredo urbano.

La “grande bellezza” di ogni città dovrebbe far riflettere: ogni luogo ha le sue meraviglie, siano anche solo dettate dai ricordi e dai profumi dell’infanzia, della giovinezza. Portiamo tutti insieme rispetto sociale contro il degrado.

Sono le attenzioni e i piccoli gesti che cambiano le cose. La città è un insieme fisico, politico, sociale, economico che investe tutti noi e tutti noi abbiamo bisogno di una grande bellezza capace di stimolare e rendere sempre più viva la relazione uomo città.

Iniziamo dalle piccole cose, iniziamo ad amare la nostra città facendoci attori di azioni mirate alla ricerca del bello. Ognuno di noi ha una forza incredibile, può essere anche solo uno sguardo severo verso chi insozza la città. La grande bellezza di una città siamo noi, non dimentichiamolo mai.

Paolo Tonelli

www.paolotonelli.com

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