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Imperia, Potere al Popolo: “Scajola e Lanteri distongolo l’attenzione dei cittadini dai problemi della città”

"Si tace sul futuro dell’Agnesi, si tace sul futuro del porto commerciale e poco e male si parla di urbanistica", afferma Potere al Popolo

Imperia. Potere al Popolo commenta la situazione politica di Imperia:

La campagna elettorale in corso di svolgimento tra i due contendenti, dritto e rovescio del medesimo abito, per di accaparrarsi l’amministrazione della città nei i prossimi cinque anni, è prevedibilmente inconsistente in termini di contenuti politici e di proposte. Purtuttavia Claudio Scajola, Luca Lanteri e i loro fedeli seguaci, mettono in scena il patetico e vergognoso spettacolo che potrebbe avere il titolo “Camaleonti all’attacco”.

In questi giorni si sprecano incursioni da entrambe le parti, si cercano ad arte scheletri nell’armadio e non è difficile trovarne, si parla molto, si parla troppo e l’attenzione dei cittadini è furbescamente distolta dai problemi della città che su molte questioni vanta da troppo tempo un primato negativo in termini di qualità della vita, di occupazione e sbocchi occupazionali.

Si tace sul futuro dell’Agnesi, si tace sul futuro del porto commerciale e poco e male si parla di urbanistica. Ma procediamo per punti. Cosa avverrà dell’Agnesi/Colussi? Come intendono le destre garantire stabile occupazione? Come si posizioneranno rispetto alla destinazione d’uso del complesso industriale la cui chiusura è una ferita ancora sanguinante che nessun amministratore ha saputo e voluto sanare? La cittadinanza non dimentichi che Colussi ha acquistato un insediamento produttivo e dovrà, pertanto, pretendere che il vincolo urbanistico industriale della zonizzazione “D” del vecchio piano regolatore venga ribadito nel nuovo piano urbanistico cittadino, perché la multinazionale alimentare Colussi ha acquistato un’azienda industriale produttiva non un marchio da usare in modo improprio per un’ulteriore e scellerata speculazione ai danni della città e dei suoi abitanti. E questo noi vogliamo ribadirlo oggi ancora di più avvicinandosi la scadenza degli ammortizzatori sociali per quei 70 operai messi in mobilità.

Sorprendentemente la strategia stop al consumo di suolo è presente anche nei programmi delle destre. E chi lo avrebbe mai detto? Non c’è limite alla loro capacità di riciclarsi senza perdere di vista i soliti obiettivi, perché mutano pelle, ma hanno di mira sempre e solo il profitto. Si ponga attenzione alle recenti indicazioni programmatiche annunciate con fascinose parole da Ghiglione in merito alla ricettività diffusa, anticamera di un ennesimo condono edilizio e fiscale. La ricettività deve tornare ad indirizzarsi verso la forma alberghiera capace di un ritorno occupazionale diretto e indotto.

L’altro fronte, quello al seguito di Lanteri, spinge sulla realizzazione della ciclabile. Sembrerebbe che cospicui ed allettanti finanziamenti comunitari, siano già disponibili per la realizzazione del progetto. Noi saremo la pietra d’inciampo anche se fuori dalle sedi istituzionali, faremo sentire forte la nostra voce affinché la cittadinanza sia sensibilizzata ad un progetto di respiro strategico teso a realizzare non banalmente “una pista ciclabile” ma un sistema integrato di mobilità che sia moderno ed efficace. Noi chiediamo dunque: “A cosa serve una pista ciclabile sul vecchio sedime ferroviario cittadino che per un terzo corre in galleria ed è strozzato tra i palazzi?” Ribadiamo la nostra posizione di buon senso di utilizzare quel tratto per una metropolitana leggera, intervento di vero respiro strategico. A quel progetto, frutto dello studio del Dott. Alberto Gabrielli, abbiamo dedicato lo spazio di una conferenza stampa durante la quale il nostro compagno, ribadiamo, ideatore della proposta, ne illustrò i contenuti, il carattere strategico e i numerosi vantaggi che la città ne avrebbe ricavato in termini di mobilità sostenibile e di accesso ai servizi. E questo si vuole sottolineare quale risposta all’indebita appropriazione da parte dell’aspirante Sindaco Claudio Scajola.

Deve essere sopraggiunto un vuoto di memoria al quale siamo, ahinoi, avvezzi. La ciclabile, intervento indispensabile e vergognosamente latitante ad Imperia da decenni, deve rappresentare un servizio di mobilità ed un servizio turistico che colleghi, fronte mare, Diano Marina con Ospedaletti, promuovendo la città di Imperia come vero e proprio portale-ciclabile del Ponente, ma non certo in gallerie e tristi sedimi di periferia. Se si parla solo di ciclabile senza un vero progetto complessivo di mobilità (costiera ed internodale almeno lungo le aste dei torrenti Impero, Caramagna, Prino ci sembra, per lo meno, demagogico, intenzionato a sfruttare, ma con poca convinzione, una richiesta di mobilità sostenibile che, sempre più sale dai cittadini”.

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