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Imperia, Nadhir Garibizzo ha tentato di uccidere il figlio del suo ex legale per vendetta: nessuno voleva più difenderlo foto

Era tutto premeditato: l'uomo aveva pronto un cappio e indumenti per il carcere

ImperiaNadhir Garibizzo, 59 anni, ex medico dell’Asl 1 imperiese radiato dall’ordine dopo aver ucciso la propria amante, ha tentato di uccidere un bambino di otto anni per vendetta. Stando a quanto ricostruito fino ad ora l’uomo voleva vendicarsi per la cancellazione dal ruolo di un causa civile, perché per due volte l’attore si era presentato, davanti al giudice, senza un difensore.

Sarebbe questo il movente del tentativo di uccidere a coltellate il figlio dell’avvocato Elena Pezzetta, “colpevole”, secondo l’uomo, di aver dismesso il mandato un anno fa e di avergli fatto così perdere la causa.
Nella borsa che Garibizzo aveva con sé, i carabinieri hanno trovato una corda spessa due centimetri con un cappio e nodo scorsoio già preparati alla sua estremità. Gli inquirenti non escludono che il piano dell’ex medico fosse quello di uccidere uno o entrambi i figli dell’avvocatessa, per poi suicidarsi. Ma non è nemmeno esclusa l’ipotesi che con quella corda, Garibizzo volesse impiccare i bambini o lo stesso avvocato.

La borsa conteneva altra corda, spago per pacchi, due paia di mutandine, una tuta, un paio di ciabatte e un rasoio da barba: tutto l’occorrente, insomma, per trascorrere una notte in carcere nel caso in cui, come avvenuto, il suo piano fosse fallito e fosse finito in carcere.

Garibizzo aveva in corso una causa civile con un’impresa che aveva accusato di aver eseguito male dei lavori di sistemazione di un’autorimessa. Molti avvocati, tra cui la Pezzetta, si erano rifiutati di assisterlo: per questo l’uomo aveva denunciato una quarantina di legali. Con Elena Pezzetta, Garibizzo aveva instaurato un rapporto più duraturo, ma che comunque si era interrotto la scorsa settimana con la cancellazione della causa dal ruolo. Forse non sapeva che la causa avrebbe potuto essere riaperta: l’ex medico ha invece pensato di averla persa per sempre e ha meditato di volersi vendicare, scegliendo l’ex avvocato come vittima.

E così ha fatto. Si è recato nei pressi della villetta di Caramagna dove vive il legale per un sopralluogo già due giorni prima dell’accaduto. Così avrebbero affermato alcuni testimoni. Poi è tornato martedì sera. Ha approfittato del cancelletto aperto per entrare nell’abitazione, seguendo l’amico di famiglia che stava entrando per prendere la figlioletta dopo un pomeriggio trascorso con gli altri bambini.

E’ stato un attimo: una volta in casa, Garibizzo ha chiesto al marito della Pezzetta di parlare con lei. Alla risposta perentoria dell’uomo di andarsene, Garibizzo si è girato verso il divano, ha tirato fuori dalla borsa un coltello da cucina con la punta in fondo, di quelli per tagliare la carne, e si è scaraventato contro il bambino che era sdraiato sul divano.

A quel punto il padre del piccolo gli si è scaraventato contro e gli ha gridato: “Stai fermo o ti ammazzo”. Lui ha risposto: “Magari”, senza aggiungere altro. Anche l’amico di famiglia si avventa su Garibizzo: i due uomini, nel tentativo di disarmare l’aggressore, afferrano il coltello e si feriscono. Immobilizzano l’ex medico e chiamano i carabinieri, giunti poco dopo.

Ad interrogare Garibizzo, fino a dopo la mezzanotte, è stato il procuratore capo di Imperia, Alberto Lari. Giovedì i carabinieri depositeranno tutta la documentazione e il magistrato dovrebbe fissare l’interrogatorio di convalida dell’arresto, che dovrebbe tenersi venerdì. Per il momento Nadhir Garibizzo resta in carcere.

 

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