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Imperia, il candidato sindaco Lanteri: “Il porto al servizio della città e non in mano ai privati”

"Vogliamo che la gestione resti pubblica in modo tale che tutto il risultato possa essere riversato in opere di manutenzione della città come fare strade, marciapiedi, illuminazione", dichiara Lanteri

Imperia. “Vogliamo sottolineare la forte diversità di vedute tra la nostra proposta ben iscritta nel programma, il Porto con concessione pubblica e con gestione pubblica, rispetto a quella fatta da Claudio Scajola”.

Sono queste le parole del candidato sindaco del centrodestra Luca Lanteri, pronunciate durante la conferenza odierna, in vista del ballottaggio che lo vedrà sfidare Claudio Scajola. L’argomento dell’incontro di oggi è stato appunto il porto turistico e Lanteri ha voluto precisare la sua posizione antitetica rispetto a quella dell’ex ministro, riferendosi, in particolare, alle dichiarazioni di Scajola durante il dibattito organizzato da ImperiaPost per mettere a confronto gli 8 candidati sindaco.

Una partita importante il comune di Imperia la gioca sullo sviluppo turistico, ma più che altro per quel che concerne la gestione finanziaria del Comune nei prossimi anni. Noi oggi abbiamo voluto sottolineare la forte diversità di vedute tra la nostra proposta ben iscritta nel programma, il Porto con concessione pubblica e con gestione pubblica, rispetto a quella fatta da Claudio Scajola che parla di concessione pubblica, ma di gestione privata. Abbiamo fatto vedere un video dove ben si capisce quello che Scajola propone e promette alla città di Imperia, ovvero una concessione in capo al Comune, però una gestione di carattere privata.

Noi è proprio sulla gestione che vogliamo puntare, far capire bene ai nostri concittadini che è importantissimo che il Comune abbia la titolarità della concessione demaniale, ma più che altro che sia il soggetto che gestirà negli anni il Porto di Imperia. Dal Porto turistico di Imperia arriveranno degli utili importantissimi, che devono essere assolutamente riversati nelle casse del Comune per poter essere spesi in opere a favore della città.

La città ha dato tanto al porto e alla città sono tornate solo ed esclusivamente delle fregature. Per fare in modo che ciò non accada ci vuole il controllo pubblico e ben fatto. Non vogliamo che venga a Imperia Caltagirone bis e che venga fatto un altro sfascio. Vogliamo che la gestione resti pubblica in modo tale che tutto il risultato possa essere riversato in opere di manutenzione della città. Fare strade, marciapiedi, illuminazione.

Fare del sociale e fare della promozione turistica. Il Porto servirà per tutto ciò. Sarà una grossa risorsa e diventerà il bancomat della città di Imperia, ma solo se stiamo attenti a non rifare gli errori del passato. Per fare questo ci vuole gente preparata a gestirlo, ci vuole una squadra e la abbiamo perchè i dipendenti della GoImperia sono molto bravi, capaci e preparati a gestire questo.

Ci vogliono dei manager seri e qualificati. Non ci vogliono più le persone che hanno gestito in passato il porto di Imperia, che erano poco preparate e poco qualificate e che hanno fatto solo tanti danni”.

Antonio Parolini, vicesindaco in pectore, dichiara: “Sono 2 gli aspetti per cui il Porto di Imperia deve essere a gestione pubblica. Il primo è un aspetto risarcitorio non del comune di Imperia in quanto ente, ma del territorio di Imperia.

Dal Porto di Imperia sono passati, sfruttando il nostro territorio, a Imperia 162 milioni di euro che sono stati passati da Acquamare che era una semplice società con un capitale sociale di 10 mila euro. Questo è assurdo che per costruire un’opera del genere si utilizzi una società costituita ieri con 10 mila euro di capitale sociale. Questa società si è fatta prestare dalle banche 130 milioni di euro e ne ha girati alla capogruppo Acquamarcia 162 milioni. Altri 32 milioni derivanti dalla vendite. La holding era in grossa crisi finanziaria. Ha utilizzato questi soldi per coprire i propri debiti, ma il fatto è che sono stati pagati dal territorio.

Il territorio, i cittadini di Imperia hanno il diritto di avere un risarcimento che difficilmente sarà della cifra che vi ho appena detto, ma almeno tutto quello che genererà lo sfruttamento del territorio di Imperia deve rimanere nelle tasche dei cittadini attraverso il Comune di Imperia.

Il secondo motivo è che il bilancio del Comune di Imperia nella parte corrente è sempre più ingessato, ogni anno sentiamo parlare dei tagli imposti dalla Corte dei Conti. Risorse in maniera preponderante non possono che non entrare dagli utili della Porto di Imperia. Dire che questi utili si vogliono lasciare in mano ad un privato, vuol dire condannare il Comune di Imperia a non avere mai le risorse per fare la gestione ordinaria del Comune.

Le spese in conto capitale, come si è visto con la pista ciclabile, paradossalmente anche se si parla di milioni di euro, sono più facili da trovare. Ci sono i contributi della Regione, ci sono i contributi europei, parliamo di 18 milioni di euro per realizzare la pista ciclabile. Nessuno si chiede come facciano la manutenzione della pista ciclabile. La manutenzione della pista ciclabile la faccio con la spesa corrente. È assolutamente necessario che tutto quello che renderà il Porto di Imperia, che può e che deve rendere il Porto di Imperia deve entrare nel Comune, altrimenti altre risorse non ce ne sono.

Parliamo tutti di ridurre i costi, di efficentare la macchina, di gestire meglio le risorse delle persone che lavorano in Comune, che sono persone in gamba, ma alla fine della fiera ci vogliono dei soldi importanti per mantenere un comune come quello di Imperia che è un comune grosso e ha bisogno di risorse importanti”.

Le dichiarazioni di Piera Poillucci, capogruppo di Forza Italia Imperia: Queste risorse verranno destinate anche al sociale. La città di Imperia ha bisogno di mettere risorse nel sociale, visto anche che gli ultimi tagli del bilancio hanno visto innanzitutto penalizzato questo settore della nostra città.

Dal punto di vista giuridico mi preme dire che deve finire l’era del Porto della cause, ma deve iniziare l’era del porto delle barche.

È necessario che chi amministri il Comune lo faccia in maniera autorevole , ma anche saggia che vada a concludere delle transazioni, degli accordi con coloro che con i loro soldi privati delle loro tasche, hanno di fatto finanziato il nostro porto, che sono gli acquirenti di posto barca.

Queste transazioni sono ancora possibili, vengono i contenziosi e invece che incrementarli, dovremmo andarli a chiudere con saggezza ed equilibrio”.

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