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Harald Philipp, il temerario biker tedesco che “medita” tra le montagne dell’Alta Valle Argentina

Saliti agli onori delle cronache internazionali per traversati audaci sulle Alpi e l’Himalaya, trascorre le vacanze a Borniga, la più suggestiva delle “morghe” realdesi

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Triora. In equilibrio ai confini della Liguria, sul tetto del mondo. Il temerario biker tedesco Harald Philipp ha trovato casa tra le nuvole di Borniga, la più suggestiva delle “morghe” realdesi. Nato in Germania nel 1983 e residente a Innsbruck, durante le vacanze questo avventuriero della mountbike se ne sta lassù, a meditare tra le montagne che vigilano silenziose sull’Alta Valle Argentina

Harald, atleta atipico, è salito agli onori delle cronache internazionali per audaci traversate sulle vette delle Alpi e dell’Himalaya. In Italia si è fatto conoscere per aver spinto il vert riding all’estremo. Nel 2015 ha percorso la via Ferrata Benini sulle Dolomiti pedalando lungo vertiginosi strapiombi. Un fenomeno assoluto dell’alpinismo in Mtb, eccentrico, che, come ci racconta, «cinque anni fa ho scoperto per caso Borniga e me ne sono innamorato. Frequentavo i sentieri delle Alpi Liguri e casualmente mi sono imbattuto in questo spettacolo della natura. Ho così acquistato casa e ci vengo quando voglio riposarmi. È un luogo magnifico: sei circondato dalle montagne, montagne che travalicano lo spazio e il tempo e scorrono insieme alle nuvole. Qui si respira l’infinito».

Come un’aquila solitaria nel cielo, Harald è uno dei quattro o cinque abitanti occasionali di quel gruppuscolo di case in pietra che compone la piccola frazione di Triora. «Per la maggior parte del tempo Borniga è disabitata. Insieme a me, hanno casa due musicisti inglesi e qualche italiano proveniente dai Comuni costieri che di tanto in tanto si spinge fin quassù per riposare e liberarsi dal caos cittadino. Tranne quando viene la mia ragazza, posso dire di essere sempre da solo. Ed è quello che mi piace. In pochi conoscono Borniga e non vorrei mai che diventasse una località turistica. Come trascorro il mio tempo? Andando in bicicletta, facendo qualche lavoretto di falegnameria e meditando. Può sembrare strano, ma queste cime mi ricordano molto quelle del Nepal, in Himalaya, e mi danno un grande senso di pace».

E non a caso, sullo sperono roccioso su cui Borniga si staglia, tra cavità naturali e massi erratici, Harald ha allestito una sorta di tempio con tante piccole bandiere di preghiera tibetane. Una girandola di vessilli in stoffa colorata che, allo stesso modo di quelli incontrati scalando con la sua mountbike gli alti picchi del Nepal, «custodiscono messaggi per onorare e proteggere il luogo attraverso la forza del vento».

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