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Ferenc Puskàs e i Mondiali di calcio sbarcano a Bordighera nel racconto di Fabrizio Prisco foto

Ha ricostruito con dovizia di particolari il legame tra l'attaccante magiaro della Honvéd e del Real Madrid, considerato ancora oggi uno dei più grandi campioni del football di tutti i tempi, e la città delle palme

Bordighera. “Il bambino e il Colonnello”, scritto da Fabrizio Prisco, giornalista e docente di Cava de’ Tirreni che vive da undici anni a Sanremo, è uno dei racconti dell’antologia “Notti Magiche”, curata da Pietro Nardiello ed edita da Graus, dedicata ai Mondiali di calcio, appena uscita nelle librerie.

Tirando fuori una storia per larga parte inedita dal cassetto del tempo e dei ricordi, Prisco ha ricostruito con dovizia di particolari il legame tra Ferenc Puskàs, attaccante magiaro della Honvéd e del Real Madrid, considerato ancora oggi uno dei più grandi campioni del football di tutti i tempi, e la città di Bordighera.

Dopo la rivoluzione ungherese del 1956, sedata nel sangue dai russi, Puskàs si rifugiò a Bordighera nel marzo del 1957, e rimase in esilio nella cittadina ligure fino all’estate del 1958. Squalificato dalla Federazione Internazionale, prima di andare a giocare nel Real Madrid, Puskàs trascorse a Bordighera sedici mesi, coccolato dagli sportivi locali che lo adoravano e, in particolare, dalla famiglia Nannucci che gestiva l’Albergo Ristorante Centrale, all’epoca situato di fronte alla stazione ferroviaria, che oggi non esiste più.

Puskàs era l’elemento più rappresentativo della Grande Ungheria, una squadra capace di vincere le Olimpiadi di Helsinki nel 1952 e di rimanere imbattuta per quattro anni, dando lezioni in Europa a chiunque in casa e fuori. L’Aranycsapat, la “squadra d’oro”, conobbe la sconfitta solo nel 1954 ai Mondiali di Svizzera, nell’incredibile finale persa con la Germania Ovest per 3-2.

Per Bordighera fu un grande onore ospitare il più forte giocatore del mondo allora in circolazione. Prisco ha descritto quel periodo raccogliendo testimonianze dirette e conducendo ricerche che lo hanno portato dalla
Riviera di Ponente degli anni Cinquanta fino a Signa, alle porte di Firenze. Il risultato è una storia incredibile, inedita, che meritava di essere raccontata proprio durante il Campionato del Mondo che si svolge in questi giorni in
Russia.

Mondiali di calcio, scheda del libro “Notti magiche” a cura di Pietro Nardiello edito da Graus Editore:

In oltre ottant’anni di vita, la Coppa del Mondo di calcio ha catturato l’immaginario collettivo, facendo sognare e spostare miliardi di persone, facendo vivere emozioni in campo e sugli spalti. Questo volume ci offre un viaggio dietro le quinte di un evento di respiro planetario grazie a racconti inediti – ricchi di informazioni e aneddoti -, ripercorrendo la storia della massima competizione calcistica e presentando le nazionali più prestigiose accanto a quelle per cui la partecipazione al torneo ha rappresentato un momento epocale.

Storie inedite rivivono nella narrazione di Pietro Nardiello e altri autori come Sergio Mari, Davide Morganti, Fabrizio Prisco, Stefano Tamburini, Vincenzo Paliotto, Raffella Bullo, Alessandro Trisoglio, Diego Mariottini, Andrea Pelliccia, Emanuele Santi, Raffaella Iuliano, Claudio Mancuso, Stefano Fantino, Luigi Guelpa, Rudi Ghedini, Nicholas Gineprini, Renata Scielzo, Claudio Agave, Andrea Bacci e Bruno Barba che, rievocando le atmosfere, gli eventi e i fatti di cronaca celebrano l’incanto del gioco più bello del mondo.

Un occhio “attento” e un cuore grande nelle emozioni di fango e sudore che hanno unito generazioni di tifosi, racconti che fanno provare ancora una volta la magia di notti e di sogni che rappresentano l’elisir di lunga vita per coloro che amano questa disciplina. Un libro che si fregia della prefazione di Darwin Pastorin e che contiene un’intervista esclusiva a Josè Altafini.

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